lunedì 15 dicembre 2008

Con la faccia di cera




a tutti quelli che antepongono la dignità e la vita al profitto e al benessere
a tutti quelli per i quali una festa in costume non vale la vita di un cavallo

Girolamo De Michele, Con la faccia di Cera, "Verdenero", 12, Edizioni Ambiente, Milano, 2008, 180 pagine.


Nella dedica del libro sono racchiusi i due temi del racconto lungo che De Michele ha scritto per il dodicesimo libro della collana Verdenero.
Durante i giorni del Palio, in una Ferrara paranoica e indifferente una nebbia chimica anima i morti del petrolchimico che iniziano a camminare accanto a leggende cittadine, a personaggi storici e alle vittime del fascismo.
Guide del protagonista alla scoperta dell'avvelenamento da cloruro di vinile monomero (CVM) sono gli spettri di un ex-operaio della Solvay e di sua nipote.

Confesso che per me l'unico Palio è quello di Siena cui sono legato da una passione poco razionale e partigiana. A Ferrara, "Il palio più antico del mondo" venne istituito nel 1279 codificando una tradizione di poco tempo precedente e si corse fino al Seicento per essere poi sostituito da parate e cortei. La tradizione venne quindi ripresa all'inizio del Novecento; oggi si corre l'ultima domenica di maggio di ogni anno.
L'edizione del maggio 2006 è stata particolarmente drammatica e ha portato all'abbattimento di due purosangue Baonero e Blasco e all'azzoppamento di un terzo, In Space. Gli incidenti, imputati alle cattive condizioni della pista hanno portato il Comune di Ferrara ad adottare misure simili a quelle adottate da tempo a Siena.
La seconda parte della dedica del libro sottintende una delle pochissime tesi animaliste con cui sono sempre stato in disaccordo. "La festa in costume", mi riferisco in particolare al Palio di Siena, è qualcosa di raro e prezioso e se da una parte non deve essere un paravento per crudeltà e negligenze non può assolutamente essere paragonata alla mattanza delle corride.

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