mercoledì 19 novembre 2008

Madame Angeloso


Non si vede mai quello che si vede.

François Vallejo, Madame Angeloso (Madame Angeloso, 2001. "Il contesto", 9, Sellerio, Palermo, 2005, traduzione di Maria Nicola, 244 pagine).

Ovvero l'apparenza inganna soprattutto se la realtà è quella inventata di un romanzo.
Madame Angeloso è un donnone imponente che sfugge al giudizio che il lettore cerca di farsi su di lei. Vallejo confonde le carte per tutto il libro salvo disseminare indizi che non permettono, comunque, di istruire un processo in cui la sentenza sia certa. E forse il senso è proprio questo: il giudizio, su di una persona, è sempre parziale e ha senso solo per chi lo formula (forse).
Ancora oggi, non conosco felicità più grande: una donna ti sottopone a delle domande, senza scrupoli dettati dall'educazione, osa quello che nessuno osa; scende subito in profondità, ti mette a disagio, e questo fa bene. p.77

Resta il fatto che, grazie a momenti simili, avevo l'impressione, ancora una volta un'impressione stupida, certamente di condividere l'intimità della mia amica a profondità sottomarine inesplorate. Relitto di un naufragio, un galeone carico d'oro riposava in fondo al mare ed era promesso a me. p.79

... ho cominciato a informarmi sui penitenziari del posto. Nessuno sapeva rispondermi. Sui palazzi, le chiese, i musei, erano tutti esperti. Nessuno immagina quanto siano istruiti i passanti. Ma sulle prigioni, tutti ignoranti, e inquieti: prova a chiedere l'indirizzo di una prigione a qualcuno, ti gurada già come un criminale. p. 113

Bisognerebbe riprendere tutto dall'inizio, tante piccole cose ti sfuggono. Deve essere questa, la vita vera, le piccole cose che ti sono sfuggite. p. 244

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