
Francesco Abate, Ultima di campionato, "Narrativa", Frassinelli / Il maestrale, 2006, 185 pagine.
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Io intanto farò di tutto per fermare loro. E l'unico modo per risucirci non è scagliarsi come un toro a testa bassa contro tutto ciò che non funziona. Così facendo si disperdono le energie e non si crea un seguito. La via giusta è quella di scegliere un argomento, un caso, su cui si possa facilmente creare consenso, e attaccarli su quello. Così si proietta un'immagine chiara e si attirano seguaci. Un uomo da solo non può fare tanto. Ma può agire come una scintilla. Una scintilla nel vuoto non ha nessuna conseguenza. Ma vicino a un cumulo di paglia secca può scatenare un incendio. p.118
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La presentazione del libro

Eh no, non va bene. Non si può star seduti vicino a qualcuno per tredici ore filate e ignorarlo completamente, vi pare? p.34
Nei giorni andati, prima delle autostrade, prima delle circonvallazioni, viaggiare per l'Inghilterra significava visitare effettivamente dei posti. A quell'epoca percorrevi le High Street in macchina (o a cavallo, se andiamo ancora più indietro nel tempo) e ti fermavi nei pub al centro delle città (o nelle stazioni di posta o nelle locande per il cambio dei cavalli comunque si chiamassero).
Adesso, l'intera rete stradale sembrava fatta apposta per impedire che questo accadesse. Le strade esistevano per impedirti di incontarre gente, per garantire che non passassi mai nelle vicinanze di uno dei posti dove il genere umano si riunisce. p203
La m ia teoria - una delle tante - era che, una volta arrivati alla mezza età, eri così sfinito e poco sorpreso dalla vita che dovevi fare un figlio per dotarti di un nuov paio d'occhi attraverso i quali guardare le cose, per farle sembrare ancora nuove ed eccitanti. p.222
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il book-trailer

"Mentirsi a sé è un conto, ma mentire agli sbirri tante volte è una necessità. Non è il caso di andarci di mezzo per una questione di onore. L'onore riguarda solo se stessi e non la madama". p.103
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"Puntiamo il dito contro i tedeschi, i polacchi e gli ucraini che sapevano e non sapevano delle atrocità perpetrate intorno a loro. Ci piace pensare che fossero rimasti intimamente segnati dalle conseguenze di quella specifica forma di ignoranza. Ci piace pensare che nei loro incubi fossero perseguitati da coloro di cui avevavno ignorato le sofferenze. Ci piace pensare che la mattina si svegliassero stanchi, e che siano morti distrutti dal cancro. Ma forse non è stato così. L'evidenza indica l'opposto: possiamo fare di tutto e passarla liscia; non c'è punizione". p.47
"Forse è questa l'origine degli dèi" dice sua madre. Scende il silenzio. "Forse abbiamo inventato gli dèi per dare loro la colpa di ogni cosa. Sono stati loro a darci il permesso di mangaiare la carne. Sono stati loro a darci il permesso di giocare con le cose impure. Non è colpa nostra, è colpa loro. Noi siamo soltanto figli loro".
"Ne è convinta?" chiede cauta Mrs. Garrard.
"E Dio ha detto: Quanto si muove e ha vita vi servirà di cibo" cita sua madre. "I conti tornano. Dio ci ha detto che andava bene". p.53
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È curioso quanto le volpi azzurre siano simile alle pietre, lo sono in maniera stpefacente. Quando vi si accucciano accanto durante l'inverno non c'è speranza di poter distinguerle dalle rocce, si, sono molto più infide di quelle bianchem che proiettano pur sempre un'ombra o risultano gialle contro la neve. p.11
L'orlo del giorno stava sparendo.
Nei saloni della volta celeste faceva abbastanza scuro perché le sorelle dell'aurora boreale potessero iniziare le loro vivace danze dei veli.
Con incantevoli mutamenti di colore si librarono leggere e agili sulle ampie quinte del firmamento in vaporosi abiti d'oro, mentre le loro collane di perle si sparpagliavano per ogni dove seguendo le loro movenze esuberanti. Uno spettacolo del genere risulta più splendente subito dopo il tramonto.
Poi si chiude il sipario; la notte prende il sopravvento. p.36
Il mondo socchiude appena l'occhio buono. La pernice gorgoglia. I ruscelli sussurrano sotto la lastra di ghiaccio e sognano la primavera, quando diventeranno fiumi possenti e minacciosi. Del fumo si leva dai cumuli di neve sparsi sui fianchi dei monti - sono le loro fattorie.
Tutto è di un azzurro uniforme, tranne quel che scintilla sulle cime. È l'inverno a Dal. p.45
Lo avevano portato in breve su da Kvosi, fuori città, a sud, sui ghiaioni, giù fino al amare, dove si era messo a correre sull'arenile urlando nell'eternità luminosa: Ti rendo omaggio, mare, tu rifletti l'uomo libero!". Era la notte di San Giovanni, la mosca si dondolava su uno stelo, il piovere zufolava e i raggi del sole notturno striavano l'erba. p. 61
"Ho visto l'universo! È fatto di poesie!" p.65
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Ma io sono un'anomalia. Una farmacista che fa i turni di notte e vive di foglie. Folie verdi da bere; foglie marroni da fumare. p.25
Il passo felpato è un'abilità speciale di mia invenzione. Per farlo bisogna indossare calzini spessi e poggiare il peso sui piedi moltolentamente e con grande attenzione, in modo da non fare rumore.
Occorre immaginare che il piede si fonda con il pavimento; tallone, avampiede, punta, così, lentamente. p.124
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book trailer italiano

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I primi minuti del film