sabato 1 maggio 2010

Manuale di investigazione



Jedediah Berry, Manuale di investigazione (The Manual of Detection, 2009) "Fabula", 215, Adelphi, Milano, 2009, traduzione dall'inglese di Ombretta Giumelli, 283 pagine.


Peggio di una bugia è una bugia a cui nessuno crede. p.12

Credete di poter controllare tutto, acnhe l'ignoto? Sappiate che l'ignoto sarà sempre senza confini. Quesu posto si nutre di mistero; noi qui ci sguazziamo, nel mistero. Il mondo è scemenza, e chi prova a dimostrare il contrario sarà il primo a svegliarsi sul palcoscenico, esposto al pubblico ludibrio. p. 143

Unwin aspettava che il mondo smettesse di oscillare, ma non smetteva di oscillare, perché il mondo era una chiatta, e la chiatta rollava nelle acque al largo della baia. p.151

Fammi vedere un posto dove nessuno beve e nessuno muore, che io ti faccio vedere un uomo deciso a restare dove si trova. p. 279

Cercherò di annotare ogni cosa strada facendo, ma sarà per un altro rapporto. Questo finisce qui, su un ponte sul fiume, con gli elefanti che ci guidano per quelle strade che loro ricordano, e Hoffmann ancora in giro con le sue mille e una voce, e gli agenti dell'Agenzia già alle calcagna, mentre la città si sveglia, e la strada si sveglia sotto i nostri piedi, e tutte le sveglie suonano in fondo al mare. p.281

MANUALE DI INVESTIGAZIONE

I. PEDINAMENTO
Durante il pedinamento, il detective esperto non si fa notare, ma non perché è un tipo ordinario. Piuttosto perché dà l'impressione di doversi trovare lì, come l'ombra della persona pedinata.

II. LE PROVE
Anche le cose hanno memoria. La maniglia della porta ricorda chi l'ha girata, il telefono chi ha risposto. La pistola ricorda chi e quando ha sparato l'ultima volta. E' compito del detective imparare il linguaggio di questi oggetti, così da poterli ascoltare quando hanno qualcosa da dire.

III. I CADAVERI
Molti casi iniziano con un cadavere - il che può essere sconcertante, ma se non altro uno sa come stanno le cose. E' peggio quando il cadavere compare durante l'indagine, complicando ogni cosa. Meglio procedere, pertanto, con la cautela di chi si aspetta un cadavere dietro ogni angolo. Così è meno probabile che si tratti del tuo.

IV. GLI INDIZI
Si può classificare quasi tutto in due categoria: i dettagli e gli indizi. Saperli distinguere è più importante che saper distinguere la scarpa destra dalla sinistra.

V. LA MEMORIA
Immagina una scrivania coperta di carte. Rappresenta tutto ciò su cui stai riflettendo. Adesso immagina uno schedario dietro la scrivania. Rappresenta tutto ciò che conosci. Il trucco consiste nel tenere la scrivania e lo schedario il più vicino possibile l'uno all'altra, e le carte disposte ordinatamente.

VI. LE TRACCE
Seguile, affinché non siano loro a seguire te.

VII. I SOSPETTATI
Si presenteranno in un primo momento come vittime, alleati, testimoni oculari. Per un detective, niente dovrebbe essere più sospetto di chi chiede aiuto, di chi lo offre, o di chi l'aiuto non l'ha saputo dare quando è stato spettatore del fatto. Solo a chi si è comportato in modo sospetto si dovrebbe concedere il dubbio dell'innocenza.

VIII. LA SORVEGLIANZA
E' il più ovvio dei mandati, tenere gli occhi aperti - ma lo stato di allerta richiesto al detective non è del genere comune. Il detective deve vedere senza darlo a vedere, e osservare anche quando sta guardando altrove.

IX. LA DOCUMENTAZIONE
Non basta dire di aver avuto un'intuizione. Una volta messi per iscritto, la maggior parte di questi vaghi sospetti si rivelano per ciò che sono: qualcosa da buttare nel pozzo dei desideri, non dentro un fascicolo.

X. L'INFILTRAZIONE
Il nascondiglio, il rifugio, la base delle operazioni: puoi presumere che il nemico ne abbia uno, ma non che ti sia di vantaggio scoprirlo.

XI. IL BLUFF
Alle domande rispondi con altre domande. Se scoprono che menti, menti di nuovo. Non hai bisogno di conoscere la verità per convincere con l'inganno a fartela dire.


XII. L'INTERROGATORIO
L'operazione ha inizio molto prima che vi troviate voi due soli in una stanza. Quando cominci a interrogare il sospettato, dovresti già conoscere le risposte.

XIII. LA CRITTOGRAFIA
Il messaggio cifrato è una cosa senza vita, mummificata e sepolta. All'aspirante crittografo dobbiamo offrire lo stesso consiglio che daremmo al tombarolo, allo speleologo e allo stregone del mito: attento a cosa riporti alla luce. E' tuo.

XIV. LA NEMESI
Per capire i tuoi propositi e le tue inclinazioni non c'è maniera migliore che trovare qualcuno che agisca esattamente nel modo opposto a te.

XV. IL DEPISTAGGIO
Se non stai preparando una trappola, è probabile che tu stia per caderci dentro. E' del vero professionista fare entrambe le cose contemporaneamente.

XVI. L'ARRESTO
Guai a chi, nel dare finalmente scacco matto al rivale, si accorge che stava giocando a scala quaranta.

XVII. LE SOLUZIONI
Un buon detective cerca di sapere ogni cosa. Ma un grande detective sa quanto basta per portare a termine il lavoro.

"Capitolo Diciotto!" Si corresse Unwin. Estrasse dalla valigetta il Manuale di investigazione e lo sfogliò per trovare il Capitolo Diciotto, il capitolo che Sivart, nel sogno, gli aveva detto di ricordare.
Moore tremava in tutto il corpo, scuotendo la candida chioma a ogni afannoso respiro. Fissando il libro nella mani di Unwin, disse: "Il Manuale di investigazione non ha nessun Capitolo Diciotto".
Acluni scolari avevavno lasciato perdere la mostra per raggrupparsi attorno ai due uomini, che probabilmente erano la cosa più strana che avevano visto nel museo.
Unwin scorse le ultime pagine. Finivano con il capitolo Diciassette.

XVIII. L'INVESTIGAZIONE DEI SOGNI
Tra i molti pericoli associati a questa tecnica - se tale può essere definita - c'è la possibilità che chi la pratica, nello svegliarsi, si chieda se tutto ciò che ha visto sia reale, o semplicemente frutto della propria immaginazione. In effetti, l'autore del presente manuale non è in grado di sostenere con certezza che la tecnica descritta in queste pagine esista davvero.

la copertina








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