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martedì 16 dicembre 2014

Il vento dal nulla


James G. Ballard, Il vento dal nulla (Wind From Nowhere, 1961), "Urania", 288, 12 agosto 1962, Mondadori, Milano, traduzione dall'inglese di Mario Galli.

Genova, meglio riparata per la sua posizione tra le colline e per la massa della lunga penisola, era in condizioni migliori.

Sulla piazza principale di Noli, un pullman giaceva su un lato, con le ruote rosse di polvere. L’edificio medioevale del municipio era stato scoperchiato ma le altre case, nonostante l’aspetto decrepito, riuscivano a resistere a quel vento simile a un uragano.

Si trovavano a una quindicina di chilometri da Genova e stavano percorrendo un tratto di strada scoperto che portava verso i bacini di Sestri. L’ampia curva della strada era sommersa dalla schiuma di un torrente che correva cinquanta metri più avanti.

la copertina






giovedì 14 agosto 2014

Hello America!

La statua della Libertà sommersa dal film A.I.  - Intelligenza artificiale di Steven Spielberg del 2001


James G. Ballard, Hello America (Hello America, 1981), "Mistral", 1, Rizzoli, Milano, 1989, traduzione di Andrea Terzi, 260 pagine. 

Il romanzo è stato pubblicato per la prima volta in Italia nel numero 908 di Urania, del 27 dicembre 1981, insieme ad altri racconti con il titolo Ultime notizie dall'America nella traduzione di Marco e Dida Paggi.

la copertina










sabato 21 giugno 2014

Terra bruciata



James Graham Ballard, Terra bruciata (The Burning World, 1965 aka The Drought, 1965), "Urania", 417, 2 gennaio 1966, traduzione dall'inglese di Maria Benedetta De Castiglione.
la copertina







lunedì 22 marzo 2010

Regno a venire




J. G. Ballard, Regno a venire (Kingdom Come, 2006) "Universale Economica", 2124, Feltrinelli, Milano, 2009, traduzione dall'inglese di Federica Aceto, 293 pagine.




Ero fermo al semaforo in attesa del verde, un'eternità compressa in pochi secondi. Come ottuse divinità, i segnali stradali esercitavano la loro autorità su incroci deserti. p.11

Quella non era giornata di multe per divieto di sosta, il peccato capitale preferito dagli abitanti dei quartieri residenziali, insieme all'emissione di assegni a vuoto e l'uso di carte di credito scoperete. Parcheggiare in seconda fila come l'adulterio e l'alcoolismo, era parte del collante sociale che manteneva in vita quei quartieri lussuosi. p.96

Ma è proprio qui, attorno alla M25, che c'è la vita vera. Questa è l'Inghilterra di oggi. Il consumismo detta legge, e la gente muore di noia. Ha i nervi a fior di pelle, non vede l'ora che succeda qualcosa di enorme e d'insolito. p.109

Enormi sistemi di delirio collettivo che hanno portato all'uccisione di milioni di persone, lanciato crociate e fondato imperi. Una grande religione è sempre sinonimo di pericolo. Oggi la gente vuole credere a tutti i costi, ma riesce a trovare Dio soltanto attraverso la psicopatologia. Basta guardare le aree più devote del mondo: Il Medio Oriente, gli Stati Uniti. Stiamo parlando di società malate che possono solo peggiorare. La gente è pericolosissima quando non le rimane nient'altro in cui credere oltre a Dio. p.113

Un giorno ci sarebbe stato un altro Metro-Centre e un altro sogno folle e disperato. Ci sarebbero state altre marce e un altro presentatore della tv via cavo a battere il tempo. E a un certo punto, a meno che le persone sane di mente non si fossero svegliate e organizzate in qualche modo, sarebbe nata una nuova repubblica, ancora più fiera della precedente, che avrebbe aperto le porte e girato i tornelli del suo paradiso fin troppo luminoso. p.293

la copertina







martedì 12 maggio 2009

L'isola di cemento




Lo svincolo di Westway, Londra


James Graham Ballard, L'isola di cemento (Concrete Island, 1974), "Universale Economica Feltrinelli", 1935, Feltrinelli, Milano, 2007, traduzione dall'inglese di Massimo Bocchiola, 155 pagine.

Secondo capitolo della trilogia del 'urban disaster', si colloca, anche tematicamente, a metà tra Crash e High Rise (Il condominio). Alcune delle tematiche proprie di Ballard tornano anche in questo libro che però costituisce un momento piuttosto isolato nella sua produzione. L'idea è affascinante, un architetto esce di strada per eccesso di velocità e la sua Jaguar (naturalmente...) si trova scagliata nell'intersezione inacessibile di uno svincolo autostradale.
I suoi sforzi per chiedere aiuto incontrano l'indifferenza degli automobilisti e Robert Maitland, dopo un primo momento di scoramento, inizia ad esplorare lo spazio circostante, scoprendo che quello che sembra una zona anonima nel punto di incontro di tre autostrade è, in realtà, quello che resta di un quartiere degli inizi del secolo con cinema, cimiteri e rifugi antiaerei. Maitland, proseguendo nella sua ricerca, incontra anche gli abitanti dell'isola, suoi compagni di naufragio. Verso la fine del romanzo la trasfigurazione dello spazio fisico in dimensione esistenziale diventa completo.
Su Ballardian.com è disponibile un interessante studio sullo spazio geografico reale che ha ispirato Ballard nella stesura del romanzo.

Le cose stavano proprio così: quella zona di terreno incolto racchiusa nell'intersezione fra le tre autostrade era letteralmente un'isola deserta. p.31

L'immagine di un individuo storpio e infangato che baluginava distorta nel cofano del baule corrispondeva fedelmente alla sua condizione in quell'isola. Era prigioniero di un labirinto di cemento, praticamente inabile e senza risorse. p.34

La superficie dell'isola era decisamente irregolare. L'erba ammantava tutto, sollevandosi e ricadendo come le onde di un mare capriccioso. Lungo l'asse centrale correva un ampio avvallamento, che rivelava il tracciato di un vecchio vale di quartiere. Da entrambi i lati, l'erba cresciuta sulle sporgenze e sui parapetti aveva cancellato le strade secondarie. p.37

Guardò disperato l'isola, con le sue deserte scarpate autostradali. Era ancora intrappolato nella macchina, per caso?
Forse l'isola non era che una dilatazione della Jaguar; ed era stato il suo delirio a trasformare il parabrezza e i finestrini in quei terrapieni... p.60

Parlò ad alta voce, come un prete che celebri l'eucarestia del proprio corpo.
"Io sono l'isola."
L'aria versò ka sua luce. p.63

Cominciava a non sentire più alcun vero bisogno di abbandonare l'isola, e tanto bastava a confermargli il suo dominio su di essa. p.154

La Copertina










lunedì 20 aprile 2009

James Graham Ballard

James Graham Ballard (Shanghai, 15 novembre 1930 - Londra, 19 aprile 2009)
A lot of my prophecies about the alienated society are going to come true...
Romanzi

1961, Il vento dal nulla (The Wind From Nowhere)
1962, Deserto d'acqua o Il mondo sommerso (The Drowned World)
1964, Terra bruciata (The Burning World o The Drought)
1966,  Foresta di cristallo (The Crystal World)
1973, Crash (Crash)
1974, L'isola di cemento (Concrete Island)
1975, Condominium o Il Condominio (High Rise)
1979, L'allegra compagnia del sogno (The Unlimited Dream Company)
1981, Hello America o Ultime notizie dall'America (Hello America)
1984, L'impero del sole (Empire of the Sun)
1987, Il giorno della creazione (The Day of Creation)
1988, Un gioco da bambini (Running Wild)
1991, La gentilezza delle donne (The Kindness of Women)
1994, Il paradiso del diavolo (Rushing to Paradise)
1996, Cocaine Nights (Cocaine Nights)
2000, Super Cannes (Super-Cannes)
2003, Millennium People (Millennium People)
2006, Regno a venire (Kingdom Come)

venerdì 6 marzo 2009

Cocaine Nights

Quasi invisibile a prima vista, la gente sedeva sulle terrazze e nei patios, guardando verso un orizzonte inesitente, come figure in un quadro di Edward Hopper


Edward Hopper, People in the Sun, 1960, Smithsonian American Art Museum.


James Graham Ballard, Cocaine Nights (Cocaine Nights, 1996), "Universale Economica Feltrinelli", 2015, Feltrinelli, Milano, 2008, traduzione dall'inglese di Antonio Caronia, 292 pagine.

Ricetta per scrivere un libro di Ballard

Prendere uno scrittore talentuoso, ossessionato dai cambiamenti sociologici in atto. Ambientare la storia in un luogo esclusivo frequentato da ricchi professionisti annoiati.
Aggiungere un uomo sui quarantacinque anni, atletico, carismatico, profondamente psicopatico che guida macchine sportive e indossa qualche capo d'abbigliamento da aviatore. Aggiungere uno psicologo o uno psichiatra. Aggiungere una giovane dottoressa confusa e ambigua ed incline alla promiscuità sessuale.
Amalgamare l'impasto aggiungendo elementi di devianza, sociopatia, violenza, droghe e pornografia. Lasciare macerare il tutto.
Una volta macerato aggiungere a velo un testimone esterno, mescolare lentamente per circa duecento pagine e correggere, all'evenienza, con piccole prese di sociologia espressa...

Intendiamoci. Se vi capitasse di leggere uno qualsiasi degli ultimi romanzi di Ballard (da Crash in poi), senza aver letto gli altri, probabilmente vi colpirebbe per la profonda e visionaria lucidità con cui analizza alcuni aspetti della socialità umana.
Il problema è che sembra che lo scrittore inglese stia cercando di comporre il "romanzo definitivo" a cui si sta avvicinando per tentativi e bozze...

Gibilterra, come la Costa del Sol, non faceva per me.
Preferisco i lunghi voli a Djakarta o Papeete, ore e ore di viaggio in club class che mi fanno sentire di avere ancora una destinazione, mi fanno vivere la grande, indistrutibile, illusione del viaggio aereo. In realtà ce ne stiamo seduti in un piccolo cinema, a guardare dei film, sfocati, come le nostre speranze di scoprire qualcosa di nuovo. Arriviamo a un aeroporto identico a quello da cui siamo partiti, con le stesse agenzie di autonoleggio, le stese stanze d'albergo con i itelevisorti sintonizzati sui caali di film per adulti, gli stess bagni asettici, cappelle in cui si celebra quella religone laica che è il turismo di massa. p.8

Lungo le coste del Mediterraneo, in genere, i monti scendono direttamente sul mare, come sulla Costa Azzurra o sulla riviera ligure, attorno a Genova, e le città turistche sono annidate al centro di piccole baie riparate. Ma la Costa del Sol ignora persino i rudimenti del fascino dell'architettura naturale. p.13

Quasi invisibile a prima vista, la gente sedeva sulle terrazze e nei patios, guardando verso un orizzonte inesitente, come figure in un quadro di Edward Hopper. p.30

Il pettegolezzo era così denso che sembrava posarsi pesante sulla superficie dell'acqua, e l'indiscrezione la faceva da padrona mentre le signore relazionavano allegramente sui fatti e i misfatti della notte che era appena trascorsa. p.37

Gli uomini egoisti sono gli amanti migliori. Sanno investire sul piacere della donna, in modo da poter riscuotere un dividendo ancora più grandi per se stessi. p.108

Il crimine, e il comportamento trasgressivo... e con questo termine intendo tutte quelle attività che non sono necessariamente illegali, ma che ci provocano, che soddisfano il nostro bisogno di emozioni forti, ci scuotono il sistema nervoso e fanno saltar le sinapsi indebolite dall'ozio e dall'inattività. p.163

"Dio me ne scampi... ho l'impressione che la felicità costituisca un'infrazione ai regolamenti, qui." p.191

"Tante piscine, " commentai, "e nessuno che nuota..."
"Sono superfici zen, Charles. Perforarle porta male. p.191

"[...] Mai un pensiero illecito disturba la pace. Niente turisti, niente campeggiatori o venditori ambulanti, e visitatori molto pochi: la gente qui ha imparato che è un bell'aiuto poter fare a meno degli amici. Siamo sinceri, gli amici possono essere un problema: bisogna aprire cancelli e portoni, disattivare sistemi d'allarme, e c'è qualcun altro che respira la tua aria. E poi gli amici portano dentro ricordi spiacevoli del mondo esterno." p.191

"La Costa del Sol è il più lungo pomeriggio del mondo, e hanno deciso di trascorrerlo dormendo." p.197

"Il paesaggio urbano sta cambiando, il progetto di una città aperta appartiene al passato: niente più ramblas, niente più isole pedonali, niente più rive sinistre e quartieri latini. Stiamo entrando nell'era delle griglie di sicurezza e degli spazi difendibili. E sono le telecamere di sorveglianze a organizzare le nostre vite. La gente chiude le porte e spegne il proprio sistema nervoso." p.197

"Bobby, sei un messia di nuovo tipo", gli dicevo spesso.
"Sei l'imam del porticciolo, lo Zoroastro dell'ombrellone..." p.257

"[...] Non me ne frega niente di quanti corsi di scultura ci sono, l'importante è che la gente ha ricominciato a pensare, che tutti guardano con sioncerità a quello che sono. Stanno costruendo un mondo che significa qualcosa , non stanno solo mettendo nuove serrature al portone. Dovunque giri lo sguardo, in Inghilterra, negli Stati Uniti, nell'Europa occidentale, la gente si chiude dentro delle enclave a prova di crimine. È un errore: un certo grado di criminalità fa parte della necessaria durezza della vita. La sicurezza totale è una malattia, uno stato di deprivazione sensoriale". p.261

D'ora in poi anche le copertine dell'edizione che ho letto, come da prezioso suggerimento di verythankyou...



martedì 4 novembre 2008

dial 99999*


La violenza dovrebbe essere gratuita, e nessuna rivoluzione che si rispetti dovrebbe raggiungere i sui scopi. p. 258

J. G. Ballard, Millenium People (Millenium People, 2003 - "Universale Economica", 1885, Feltrinelli, Milano, 2006 traduzione di Delfina Vezzoli).
Nel suo penultimo romanzo, Ballard ritorna a scolpire le scene e i personaggi che ormai sono una costante della sua produzione.
Troviamo lo psicologo che prima cerca di padroneggiare e poi viene travolto dalla lucida follia di un medico. Ci sono Harley e Jaguar, qualche riferimento agli aerei e all'areonautica, relazioni libertarie e il Ministero degli Interni...
C'è naturalmente l'ennesimo ricamo sul ruolo liberatorio della violenza e la rivolta delle persone normali (questa volta la "classe media" di un ex-quartiere modello, Chelsea Marina, alla periferia della metropoli londinese).
Intendiamoci, le teorie sociologiche di Ballard sono molto interessanti ed è difficile dimenticarsele appena chiuso il libro, l'esito letterario però, alla lunga, annoia.

Il turismo è un sonnifero potente. É una truffa di dimensioni colossali, e fa credere alla gente che ci sia qualcosa di interessante nella loro vita.
É il gioco delle sedie al contrario. Ogni volta che si ferma la musica di sottofndo, la gente si alza e balla intorno al mondo, e al cerchio vengono aggiunte altre sedie, altri porticcioli e Marriott Hotel, così tutti hanno l'impressione di vincere.
Ma è solo un'ennesima bufala?
Totale. Il turista odierno non va da nessuna parte. Tutti i miglioramenti dell'esistenza portano agli stessi aeroporti e agli stessi alberghi per turisti, alle stesse ferie da pina colada. I turisti sorridono della loro abbronzatura e dei loro denti smaglianti, e credono di essere felici. Ma l'abbronzatura nasconde quello che sono veramente: schiavi salariati, con la testa piena di spazzatura americana. Il viaggio è l'unica fantasia del ventesimo secolo che ci è rimasta, l'illusione che andare da qualche parte ci aiuti a reinventare noi stessi.
E invece non è possibile?
Non c'è nessun posto dove andare. Il pianeta è al completo. p.54

Siamo sempre più scontenti. I ceti medi dovrebbero essere la spina dorsale della società, con tutti i loro doveri, le loro responsabilità. Ma le vertebre sono incrinate. Le qualifiche professionali non valgono niente; una laurea in lettere è come un diploma in origami. Quanto alla sicurezza, non esiste. Un computer del Tesoro decide che i tassi d'interesse dovrebbero salire di un punto e io mi ritrovo a dovere al direttore della banca un altro anno di duro lavoro. p. 75

* The Clash, London's burning, dial 99999