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venerdì 22 maggio 2015

Una coppia perfetta


Joe R. Lansdale, Una coppia perfetta. I racconti di Hap e Leonard (Raccoglie: Veil's Visit, 1999 scritto con Andrew Vachss, Hyenas, 2011 e Dead Aim, 2013), "Stile libero. Big", Einaudi, Torino, 2013, Traduzione dall'inglese di Luca Briasco, 121 pagine.


Leonard pretese di premere lui il pulsante, e dovetti lasciarglielo fare per non imbarcarmi in una discussione infinita. Gli piace premere i pulsanti negli ascensori, non chiedetemi perché. Devo ammettere però che, ogni volta che lo fa, mi sento un po’ come se mi avessero tolto qualcosa.

Ero stato un buono studente. Mi ero divertito, e continuo a trovare l’atmosfera che vi si respira molto piacevole, ma ero troppo pigro per completare la mia istruzione, e probabilmente i corsi che avevo seguito ai miei tempi, sulla caccia al mammut muschiato o su come accendere un fuoco sfregando due pietre e sfruttando un refolo d’aria, non erano piú validi.

Quanto alle banconote sbriciolate dall’elica, ogni tanto mi veniva da pensare che un povero impiegato fosse stato incaricato di incollarne i pezzi, come un archeologo che tenti di ricostruire un vaso di ceramica. Era un’idea decisamente stupida, ma non riuscivo a levarmela dalla testa.

Le iene (Hyenas)


Certo, è facile far leva sui pregiudizi della gente – e da queste parti ce ne sono in abbondanza, lo so – ma se non esistessero piú brave persone che gente di merda, beh, il Klan governerebbe lo Stato già da un bel pezzo.

Veil in visita (Veil's Visit)


– Il caffè è un fondamento della civiltà, cazzo. Non puoi dimenticartelo. È un errore inaccettabile.

– Già, – disse Leonard. – Siamo fatti cosí. Forse siamo fatti sbagliati, ma almeno l’onore è salvo.
– Ed è l’unica cosa che abbiamo.
– Il nostro onore?
– No. Il modo in cui siamo fatti.

Una mira perfetta (Dead Aim)

La copertina
 
 

mercoledì 18 marzo 2015

Rumble Tumble


Joe R. Lansdale, Rumble Tumble (Rumble Tumble, 1998), "Stile libero. Noir", 1300, Einaudi, Torino, 2004, traduzione dall'inglese di Alfredo Colitto, 251 pagine.


Ma le rosse hanno qualche difetto. Possono portare guai e incasinare la legge delle probabilità anche senza esserne direttamente responsabili. I guai stanno loro attaccati come il prosciutto al culo di un maiale, e spesso saltano addosso pure a chi sta loro vicino. p. 7

Un casino del genere io lo chiamo rumble tumble: una brutta lotta. p.28

Il messaggio del libro era che perché tutto andasse nel migliore dei modi bastava soltanto credere nell'amore, e l'amore avrebbe riempito l'aria.
L'inquinamento riempie l'aria, tesoro, che noi ci crediamo o no. Per credere nell'amore ci vuole uno sforzo maggiore. E a differenza dell'inquinamento, l'amore a volte scompare. p. 44

Sopra di me c'era un bellissimo cielo stellato. Le stelle erano più brillanti e più vicine di quelle che vedevo da casa mia, e sembravano abbastanza affilate da tagliarti una mano. p. 160

La copertina

 
 
 
 
 

lunedì 16 marzo 2015

Bad Chili


Joe R. Lansdale, Bad Chili (Bad Chili, 1997), "Stile libero. Noir", Einaudi, Torino, 2003, traduzione dall'inglese di Alfredo Colitto.

Era metà aprile quando tornai dal mio lavoro in mare e scoprii che il mio buon amico Leonard Pine aveva perso il posto di buttafuori all’Hot Cat Club, perché in un momento di rabbia, dopo aver cacciato un attaccabrighe fuori dal locale, mentre quello era ancora a terra, Leonard aveva tirato fuori l’uccello e gli aveva pisciato sulla testa.

Però l’amore è l’amore, e anche se gli amanti sono dello stesso sesso i problemi non sembrano cambiare di molto, a parte il fatto che si scopa molto di più. Gay o no, gli uomini sono uomini, e agli uomini piace un sacco scopare. Potete scriverlo nel vostro libro nero, poi strappate la pagina, accartocciatela e fumatevela.

Era una giornata appiccicosa, con un sole splendente come l’occhio di dio e il cielo di un blu lattiginoso. L’aria odorava di prati falciati e di sudore. Io avevo ancora l’odore di lubrificante per armi sulle mani.

Restammo così per ore, piangendo e baciandoci, senza quasi parlare. Finalmente smise di piovere, e restammo nella vasca, bagnati fino alle ossa, a osservare la luce del giorno morire lentamente, per lasciare il posto alla notte. Le stelle iniziarono a bucare l’oscurità vellutata, come spilli attraverso un tessuto nero. Poi sorse un bellissimo quarto di luna.
Lì, nella vasca umida che era il nostro letto, con la notte per soffitto, sopraffatti da uno strano senso di pace, ci addormentammo abbracciati.

La copertina
  
 
 
 
 

sabato 14 marzo 2015

Il mambo degli orsi


Joe R. Lansdale, Il mambo degli orsi (The Two-Bear Mambo, 1995), "Stile libero. Noir", 1298, Einaudi, Torino, 2004, traduzione dall'inglese di Stefano Massaron, 306 pagine.

Decisi di non menzionarla. Non serve a niente gettare sulle spalle di qualcuno il fardello della morte accidentale di una lucertola. p. 93

Scavare tombe non è neanche lontanamente facile come si potrebbe pensare. Ti spezza la schiena e, tranne forse estrarre chicchi di grano dalla merda di maiale con un paio di pinzette, è la cosa più noiosa che esista al mondo. p. 279

Ero stordito per fare qualsiasi cosa. Avevo in funzione soltanto le cellule cerebrali necessarie per rendermi conto che avrei dovuto fare qualcosa e non lo stavo facendo. p. 281

** Playlist **

01. Kentucky Headhunters - The Ballad Of Davy Crockett
02. Kentucky Headhunters - Big Mexican Dinner
03. Dolly Parton - Billy Dale
04. Hank Williams - Why Don´t You Love Me
05. Clifton Chenier - Eh, Petit Fille  
06. Neil Young - Home On The Range
07. Ernest Tubb - Walking The Floor Over You
08. The Sound of Music Soundtrack - Prelude/The Sound of Music

Quando arrivai da Leonard, la sera della vigilia di Natale, sullo stereo di casa sua c'erano i Kentucky Headhunters a tutto volume che cantavano The Ballad od Davy Crockett, e Leonard, come per una sorta di celebrazione natalizia, stava apiccando il fuoco ancora una volta alla casa accanto. p. 3

The Ballad of Davy Crockett era finita da un bel pezzo, e ora i Kentucky Headhunters stavano cantando Big Mexican Dinner. p. 7

Ehi, qui c'è una cosa bella. Il mio regalo di Natale. Ti farò tornare l'allegria quando ti dirò cosa ho comprato. Quell'album che volevi, Asleep at the wheel.
- Quello dove si sono messi insieme un mucchio di musicisti per rifare i pezzi di Bob Will? p. 44

Appena dopo mezzogiorno, mentre Hank stava cantando Why don't you love me like you used to per quella che forse era la quindicesima volta, raggiungemmo i sobborghi di Grovetown. p. 53

Mentre aspettavo lì con la pompa in mano, l'uomo alto e pallido che avevamo visto poco prima uscì avvolto nel suo pesante impermeabile con il berretto in mano, captò Clifton Chenier che strillava Eh, Petite Fille dall'autoradio di Leonard, sorrise, cantò una strofa insieme a Clifton, ridacchiò un po' e si mise a ballare davanti alla macchina. p. 87

Raggiunse la macchina ballando e sorridendo, poi si fermò e rise. - Maledizione, - disse, - date una fisarmonica a un bifolco bianco e tutto ciò che riesce a suonare è Home On The Range o qualche maledetta polka, datela a un culonero e quello costringerà la musica ad arrampicartisi su per il culo e a giocare con le tue palle. p. 87

E poi, a un certo punto, nel bel mezzo di tutto questo e nell'odore dolce e imperioso di Chanel numero 5, con Leonard che canticchiava lentamente Walkin' the Floor Over You, scivolai nel sonno. p. 119

- Be', non abbiamo cantato The Sound of Music insieme sotto la doccia, stamattina, cos' non credo che la situazione sia così rosea. p. 250

La copertina

 
 
 

venerdì 13 marzo 2015

Mucho Mojo


Joe R. Lansdale, Mucho Mojo (Mucho Mojo, 1994), "Stile libero. Noir", Einaudi, Torino, 2007, traduzione dall'inglese di V. Curtoni.

La casa di zio Chester sorgeva nella parte di LaBorde che qualcuno chiamava zona nera della città, qualcun altro città dei negri, e tutti gli altri chiamano Esat Side.

"Qui ci sono scarafaggi tanto grossi da poter essere proprietari terrieri,"
disse Leonard.
"Lo so. uno di loro mi ha appena aiutato a portare fuori i rifiuti."

Aveva addosso la luce del sole come una fetta sottile di formaggio, e non era una grande bellezza.

Fitzgerald mi guardò e io gli sorrisi, col tipo di sorriso che rivolgi a qualcuno quando vuoi fargli capire che sai che il tipo che sta con te si considera molto in gamba, ma tu ti limiti a tollerarlo.

"Hap, amico mio, nel mondo c'è il male. Il vero male. Non si liscia i baffi e non è vestito di nero e non sitriscia furtivamente e non ha un solo colore o sesso.


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venerdì 13 febbraio 2015

Una stagione selvaggia

The Comanche Drive-In Theater, Steve Hirsch

Joe R. Lansdale, Una stagione selvaggia (Savage Season, 1990), "Stile libero. Noir", Einaudi, Torino, 2006, Traduzione di C. Prinetti.

Avevo letto in un libro che gli uomini primitivi riuscivano a vedere Venere in pieno giorno, a occhio nudo. Anche i marinai nel 1600 ci riuscivano, e la usavano per orientarsi in mare. Adesso quella era una capacità inutile che non interessava più a nessuno, e l’uomo moderno non riusciva più a vedere Venere durante il giorno.
Non so perché ma tutto questo mi angosciava. Cazzo, io non riuscivo a vedere quella bastarda nemmeno di notte.

Mi stava chiamando, ma la sua voce sembrava arrivare da molto lontano. Stava chiamando anche qualcun altro. Qualcuno di nome Tessa D’Arazzo. No, un momento.
Era testa di cazzo. Per caso ero io?
«Rispondimi, testa di cazzo. Stai bene?»
«Credo di sì,» dissi.

Saltò quella parte, ovviamente l’avevo già sentita e lui lo sapeva, ma a un ubriaco non interessa cosa è stato detto prima, pensa solo al presente e a come si sente, e tirare fuori quella roba è come mettere su una bella canzone blues che hai già ascoltato centinaia di volte. Le parole le sai già, ma ti piace ancora lo stesso.

l suo capo doveva trovarlo molto più affascinante di come lo vedevamo Leonard e io. Per quanto mi riguardava, nel peggiore dei casi non gli avrei pisciato addosso neanche se fosse andato a fuoco, e nel migliore gli avrei spento le fiamme prendendolo a pestoni.

Se non torni su in fretta, verrò laggiù a salvarti il culo.»
«So che è la tua parte preferita, Leonard, ma porta a galla anche il resto insieme a quello.»
«D’accordo.»

**Playlist**

  1. Hank Williams - Settin' the Woods on Fire
  2. Pete Seeger - If I Had A Hammer
  3. Percy Sledge - When a Man Loves a Woman
  4. The Turtles - She'd Rather Be With Me
  5. Hank Williams - All My Rowdy Friends Are Coming Over Tonight

01. «È Hank Williams che sento in sottofondo?»
«Non lui in carne e ossa, ma sì. Setting the woods on fire. »

02. Quando arrivate alle canzoni folk, magari torno. Me la cavo bene con I Got A Hammer. »
«Sbagli periodo,» dissi. «Stiamo parlando di Beatles e Doors, qui.»
«Non ci azzecco mai,» disse Leonard, «eppure ci provo con tutte le mie forze, cazzo.»

03/04.Non ci coccolammo né ci baciammo più. Non parlammo neanche. Trudy accese la radio. Era una stazione di musica anni Sessanta. Percy Sledge cantò When A Man Loves A Woman, seguito dai Turtles con She Only Wants To Be With Me. Belle canzoni, momento sbagliato. Era deprimente.

05. Misi su l’album di Hank Williams di Leonard, Greatest Hits, Volume 2, e alzai il volume.

La copertina