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mercoledì 22 aprile 2009

Confessioni di un cuoco eretico





David Madsen, Confessioni di un cuoco eretico (Confessions of a Flesh-Eater, 1997), "Primo Parallelo", 18, Meridiano Zero, Padova, 2006, traduzione dall'inglese di Francesco Francis, 216 pagine.

Il titolo italiano, trae un po' in inganno. Di eretico Orlando Cripse ha poco e Madsen ricicla alcuni spunti dai suoi studi di gnostica già riversati abbondatemente nelle Memorie di un nano gnostico.
La storia in apparenza ha delle somiglianze con il film di Greenaway, Il cuoco, il ladro, sua moglie e l'amante ma il protagonista del romanzo ha in realtà scoperto le alchimie segrete della carne per caso e la sua arte creativa è metodica e non detatta dalla gelosia.
Il cannibalismo è uno dei tabù più resistenti e trasversali della specie umana, Madsen ci scherza proponendo ricette elaborate (ha scritto anche un libro di ricette, Confessions of a Flesh-Eater Cookbook).
Non risucito come il suo primo romanzo ma con qualche spunto interessante anche, se per la verità, il tema è un po' inflazionato (c'è chi sostiene che la storia di Hänsel e Gretel si ispiri a un episodio di cannibalismo...).

- È un ossessione, quest'amore per le carni, - dice.
- Come ogni pscichiatra che si rispetti, dottore, - ribatto io, - il suo maggior talento sta nel mettere in evidenza l'ovvio. Ciò che non è ovvio, lo ignora, e quando non c'è nulla di ovvio da mettere in evidenza, se lo inventa.
p.10

NOISETTES À LA CRÈME AU CŒUR DE PASSION

1 piccola sella di carne con l'osso divisa in due lombatine e 2 filetti
1 spicchio d'aglio pelato e schiacciato
150 fr di panna molto densa
5 cucchiai di olio vegetale
1 rametto di timo fresco
Pepe nero tritato sul momento

Prima di preparare le noisettes, sistemate la carne in una borsa frigo. Il cuoco deve togliersi tutti gli indumenti e adagiarsi di schiena su un letto comodo, con la testa appoggiata su un cuscino rigido e sostenuto. È fondamentale un sottofondo musicale che evochi sensazioni di tenero erotismo - non si richiede, si badi bene, la cieca impellenza della lussuria, ma un generico senso di crescente eccitamento. La scelta dei pezzi musicali varia naturalmente da individuo a individuo; personalmente ho sempre trovato che il Concerto di Aranjuez di Rodrigo è quello che ottiene il miglior risultato.
Nella borsa frigo contenente la carne si introdurranno quindi i genitali, poi si richiuderanno i bordi. La borsa dev'essere piuttosto grande, dal momento che viene richiesta un'erezione (ma non l'eiaculazione); in effetti, in assenza dell'erezione, al prodotto finale mancherà il gusto pungente che dovrebbe correttamente avere. Il cuoco a questo punto potrà concedersi un pisolino: si richiedono almeno 2 ore.

Al risveglio, i genitali, vanno immediatamente tolti dalla borsa e la carne messa da parte. La condensa che si sarà formata all'interno della borsa va meticolosamente raccolta in una piccola coppa di vetro. Siate pazienti, più condensa si riesce a raccogliere, meglio è. Tagliare la borsa e raccogliere ogni gocciolina utilizzando la lama di un coltello, se necessario.

Tornati in cucina, preparate le noisettes. Con un coltello ben affilato tagliare ciascuna lombata in sei noisettes, ognuna dello spessore di circa tre cm. Cucire i filietti in tre o quattro punti con dello spago e tagliarli in quattro fettine. Metterli da parte.
Mescolare due cucchiai di olio, l'aglio schiacciato, il rametto di timo e la condensa raccolta in precedenza dalla borsa. Far cuocere a fuoco lento, rimescolando continuamente, per circa 6 munti. Aggiungere la panna, due cucchiai da tavola di acqua fredda, pepe nero per insaporire, e far sobbollire dolcemente per circa 15 minuti, o fino a quando il liquido non acquisti la consistenza di una salsa. Togliere il timo.
Riscaldare l'olio rimasto in una padella e aggiungere la carne, facendola rosolare da ogni lato. Continuare fino a che non sarà un poco più che al sangue. Servire su un piatto caldo, ricoprendo con la salsa. p.146

Ho mangiato mio padre.
D'accordo, detta così effettivamente suona un po' outrée, ma a che vale infiocchettare il nocciolo della faccenda da tanti preamboli pseudopsciologici e autoassolutori? Un genio non deve mai scusarsi, e io non ho la minima intenzione di farlo. p.169

Copertina, illustrazione di Valerio Bindi.



La copertina dell'edizione inglese Dedalus, 1997



Copertina di Confessions of a Flesh-Eater Cookbook, Dedalus



martedì 25 novembre 2008

Memorie di un nano gnostico

quando papa Leon v'ebbe per sposa (...)
sol bardass'e buffon eran in stima.


Leone X, ritratto da Sebastiano Del Piombo nel 1521.


David Madsen, Memorie di un nano gnostico (Memoirs of Gnostic Dwarf, 1995), "sottozero", 5, Meridiano Zero, Padova, 2005, traduzione di Lorenzo Borgotallo e Filippo Patarino, 288 pagine.

Il nano gnostico protagonista del romanzo è Peppe, Giuseppe Amadonelli, immaginario consigliere e "nano di compagnia" di Giovanni di Lorenzo de' Medici, 217° papa della Chiesa cattolica, con il nome di Leone X dal 1513 al 1521.
Secondogenito di Lorenzo de' Medici e Clarice Orsini, Leone X come pontefice è ricordato soprattutto perchè sotto il suo papato mossero i primi decisivi passi Lutero e la Riforma protestante (sua la bolla Exsurge Domine che Lutero bruciò pubblicamente e sua anche la successiva bolla Decet Romanum Pontificem con cui venne attuata la scomunica promessa nella precedente). Sincero umanista, allievo di Marsilio Ficino, Poliziano e Bibbiena ereditò dal padre la sensibilità verso il Mondo Classico e i valori dell'Umanesimo fu Mecenate di artisti e amico di Raffaello. Più sensibile ai valori secolari, fu in effetti un principe rinascimentale, stravagante e sfarzoso. Sulla sua probabile omosessualità, data per certa nel romanzo, sono state raccolte numerose testimonianze.
David Madsen, storico in incognito, ha quindi collocato il nano Peppe in una particolare ambientazione storica che non avrebbe avuto nessuno problema ad accoglierlo se è vero che Leone X girava Roma alla testa di un corteo di buffoni, pantere e un elefante bianco.
Il valore del romanzo di Madsen è tutto da ricercare nell'aspetto della ricostruzione storica, Peppe è una voce narrante coinvolgente e appassionante ma è lo squarcio storico a rimanere impresso. La storia si conclude con la morte di Leone e le ultime vicende del nano gnostico mi sono sembrate un po' superflue.

Lutero [...] si appoggiò agli ambienti umanisti di propensione rivoluzionaria presenti in Germania, legandosi in particolare
a Ulrich Von Hutten, uno scellerato assetato di sangue. p. 277

Poco dopo l'emanazione della bolla di scomunica, il perfido Hutten inviò a Roma una copia dei suoi libelli rivoluzionari, ma Leone era troppo malato per leggerlo. Io però lo lessi e diceva:

Den Aberglauben tilgen wir
die Wahrheit wiederbringen hier,
und d'weil das nit mag sein in gut,
so mutz es kosten aber Blut.


Non è una lingua orribile, il tedesco? Io l'ho sempre pensato. p, 279

Vi lascio con un'ultima domanda. Guardatevi bene attorno. Osservate questo mondo con aguardo critico, onesto, senza pregiudizi. Guardate la sofferenza, la miseria, tutto il male che questo mondo racchiude, e domandatevi: Dio ha realmente creato tutto questo?
Potreste scoprirvi gnostici anche voi. p.381