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domenica 18 gennaio 2015

Richard Brautigan

Richard Brautigan (1935-1984)
1964, Il generale immaginario (A Confederate General From Big Sur)
1967, Pesca alla trota in America (Trout Fishing in America)
1968, Zucchero di cocomero (In Watermelon Sugar)
1971, L'aborto. Una storia romantica aka La casa dei libri (The Abortion: An Historical Romance 1966)
1974, Il mostro degli Hawkline: Un western gotico (The Hawkline Monster: A Gothic Western)
1975, Willard e i suoi trofei di bowling (Willard and His Bowling Trophies: A Perverse Mystery)
1976, Sombrero Fallout: A Japanese Novel
1977, Sognando Babilonia (Dreaming of Babylon: A Private Eye Novel)
1980, 102 racconti zen (The Tokyo-Montana Express)
1982, American Dust: Prima che il vento si porti via tutto (So The Wind Won't Blow It All Away)
1994, Una donna senza fortuna (An Unfortunate Woman: A Journey)

lunedì 1 dicembre 2014

La casa dei libri

Presidio Branch Pubblic Library, San Francisco
Richard Brautigan, La casa dei libri (The Abortion: An Historical Romance 1966, 1971), "Le foglie", 70, Marcos Y Marcos, Milano, 2003, traduzione dall'inglese di Pier Francesco Paolini, 200 pagine.

Il romanzo è stato pubblicato per la prima volta in italiano con il titolo L'aborto. Una storia romantica da Rizzoli (1976), titolo poi ripreso, nel 2012, da Isbn.

La biblioteca immaginata da Brautigan è stata in parte realizzata. Fino al 2004 è esistita, infatti, una Brautigan Library, come sezione della Fletcher Free Library a Burlington, Vermont. I manoscritti sono stati quindi trasferiti al Clark County Historical Museum di Vancouver, Washington. L'indirizzo  riportato nel libro quale sed della biblioteca (3150 Sacramento St., 94115 San Francisco) corrisponde a quello della Presidio Branch Pubblic Library di San Francisco.

Mi guardò e io sentii qualcuno guardarmi da dentro di lei, come se il suo corpo fosse un castello e vi abitasse una principessa. p. 42

Era tanto stupenda che i maghi della pubblicità l'avrebbero senz'altro tramutata in un parco nazionale se fossero riusciti a metterle le mani addosso. p. 42

Vida di mise una blusetta bianca, semplice ma attraente, e una gonna azzurra, corta - che lasciava scoperte le ginocchia - e sopra si infilò un pulloverino. Non sono mai stato capace di descrivere i vestiti un modo che tutti capiscano di cosa sto parlando. p. 101

Il padre aveva un'espressione molto severa, come se si accingesse a rifiutare un prestito. La madre appariva vagamente scandalizzata, come se qualcuno avesse detto qualcosa un tantino osé, a uno dei suoi tè o a una riunione di beneficenza. p. 153

Ahimè, l'innocenza dell'amore ha implicazioni fisiche sempre più complicate, non è fatta come i nostri baci. p. 153

Le cose sono diverse di notte. Le case e le città laggiù reclamano la loro bellezza e la ottengono dalle luci remote che palpitano con infinita passione. Atterrare a Los Angeles fu come atterrare all'interno di un anello di brillanti. p. 188

Per citare Foster: "Troppi forse, a questo mondo, e troppe poche persone". p. 188

Restai là come la moglie di Lot in una delle sue giornate storte. p. 196

Selezione dei libri registrati al Catalogo generale della Biblioteca di Brautigan

  • Coltivare fiori al lume di Candela, Harriet Fine ved. Adams
  • Il mio triciclo, Chuck
  • Indumenti in pelle e storia dell'Uomo, S.M. Justice
  • Amore semore bellissimo, Charles Green
  • Il giradischi e Dio, Rev. Lincoln Lincoln
  • Fritella bella, Barbara Jones
  • Sam Sam Sam, Pamela Evens Summers
  • Storia del Nebraska, Clinton York
  • Notti piene di baci, Susan margar
  • Alice, Richard Brautigan
  • È la regina delle tenebre, amico mio, Rod Keen
  • I tuoi vestiti sono morti, Les Steinman
  • Jack, storia di un gatto, Hilda Simpson
  • Culinaria dostojevskiana, James Fallon
  • Il mio cane, Bill Lewis
  • Hombre, Canton Lee
  • Vittoria in Vietnam, Edward Fox
  • Inchiostro tipografico, Fred Sinkus
  • Morte alla pancetta, Marsha Paterson
  • U.F.O. contro CBS, Susan De Witt
  • L'uovo deposto due volte, Beatrice quinn Porter
  • La colazione al primo posto, Samuel Humber
  • La foresta veloce, Thomas Funnell
  • La necessità di legalizzare l'aborto, Dottor O.
  • L'altro lato della mia mano, Harlow Blade Jr.

La copertina




martedì 17 gennaio 2012

giovedì 13 gennaio 2011

Pesca alla trota in America



Richard Brautigan, Pesca alla trota in America (Trout Fishing in America, 1967), Isbn, Milano, 2010, traduzione dall'inglese di Riccardo Duranti, a cura di Enrico Monti, 147 pagine.

Diciassette anni dopo ero seduto su una roccia. Stavo sotto un albero vicino a una vecchia baracca abbandonata che aveva un avviso dello sceriffo inchiodato sulla porta come una corona da morto.

VIETATO L'ACCESSO
6/17 DI UN HAIKU
p.15

Il sole era un'immensa moneta da cinquanta centesimi su cui qualcuno aveva versato cherosene e poi gli aveva dato fuoco con un fiammifero dicendo " Qua, reggi un attimo che devo andare a comprare il giornale", me l'aveva messa in mano, ma non era più tornato. p.15

COMPOSTA DI MELE
Prendete una dozzina di mele renette, sbucciatele con cura ed estretene il torsolo con un temperino; mettetele a cuocere un po' in acqua fino a che sono ben lesse; quindi prendete un po' dell'acqua di cottura, aggiungetevi zucchero e qualche fettina di mela e fate bollire il tutto finché non si forma uno sciroppo denso; versatelo sulle renette lesse e decoratele con cigliegine secche e scorza di limone tritata fine. Badate che le mele renette non si spacchino. p.19

Una volta riprese in mano. le pagine del libro cominciarono a volare e a girare sempre più veloci finché si misero a vorticare come ruote nel mare. p.37

Lui è la fredda rotazione della terra; il vento malvagio che soffia via lo zucchero. p.59

Credo di aver visto anche una beccaccia. Aveva un becco lungo come un idrante infilato in un temperamatite e poi appiccicato a un uccello che viene fatto volare davanti a me con quel coso in faccia al solo scopo di stupirmi. p.66

OH, CI SONO I COYOTE SU A SALT CREEK così dice il cartello lungo il sentiero e dice pure FATE ATTENZIONE ALLE CAPSULE DI CIANURO LASCIATE LUNGO LE RIVE PER AMMAZZARE I COYOTE. NON RACCOLGLIETELE E NON MANGIATELE. A MENO CHE NON SIATE UN COYOTE. È ROBA CHE AMMAZZA. LASCIATELA STARE.
Poi il cartello rdicie tutto questo in spagnolo, ¡Ah! HAY COYOTES EN SALT CREEK. TAMBIÈN. CUIDADO CON LAS CÁPSULAS DE CIANURO: MATAN. NO LAS COMA; A MENOS QUE SEA VD. UN COYOTE. MATAN. NO LAS TOQUE.
In russo non lo dice. p.69

Sono due giorni che qui piove ormai e, in mezzo agli alberi, il cuore smette di battere. p.70

Il torrente era reso angusto da alberelli verdi che crescevano troppo fitti. Il ruscello era come 12845 cabine telefoniche messe in fila, con altissimi soffitti in stile vittoriano e tutte le porte divelte e le pareti abbattute. p.71

M'è sempre piaciuto pensare a quella pozza come a una specie di temperamatite: c'infilavo i miei riflessi e li tiravo fuori ben appuntiti. p. 73

La caduta non aveva aiutato granché lo spessore del gatto e poi diverse persone ci avevavo parcheggiato sopra la macchina. p.73

C'era un segnale stradale che indicava verso il cimitero seguendo con affetto uno a uno tutti i ciottoli. p.101

La vecchia signora aveva un vecchio cane che però ormai non contava più quasi niente. Era talmente vecchio che sembrava un cane di pezza. Una volta lo portai a fare una passeggiata fino al negozio. Fu come portare a spasso un cane di pezza. Lolegai a un idrante di pezza e lui ci pisciò contro, ma la sua era solo piscia di pezza. p.102

Ce ne stiamo seduti e cerchiamo pian piano di recuperare un po' di sensi, trattandoci come delicati pezzi di porcellana, e dopo che abbiamo finito l'ultima tazza dell'ultima tazza dell'ultima tazza di caffè, è ora di cominciare a pensare al pranzo [...] p.119

Per esprimere un bisogno umano, ho sempre desiderato scrivere un libro che finisse con la parola maionese. p.140

La copertina





venerdì 24 settembre 2010

Il generale immaginario



Richard Brautigan, Il generale immaginario (A Confederate General from Big Sur, 1964), Isbn, Roma, 2009, traduzione dall'inglese e cura di Enrico Monti, 122 pagine.

Lee Mellon abitava nella casa abbandonata di un amico che eran campione di ping-pong di serie C in un rustico manicomio californiano. Le serie A, B, C erano determinate dal numero di ellettrochoc somministrati ai pazienti. Gas e luce erano stati staccati nel 1937, quando avevano sfrattato la madre dell'amico perché teneva le galline in casa. p.32

I gatti erano lì con noi, stesi come fleci pelose davanti al fuoco. Eravamo tutti di buon umore. Mentre i gatti rispolveravano vecchie fuse vegetali e arrugginite dalle profondità dei loro ricordi preistorici - tanto erano disabituati alla sazietà - noi intavolammo una conversazione. p.75

Seccammo il whisky un'ora prima dell'alba. Giaceva ai nostri piedi come la profezia di una battaglia. Le stelle tiravano per le lunghe in cielo ed erano appese con lo spago sul nostro futuro. p.96

"Ah, l'erba" ripeteva continuamente Lee Mellon. "È erba. È erba. La mamma me l'aveva detto. Il prete mi aveva avvisato che mi avrebeb corroso le ossa nelle cellule cerebrali. Papà mi ha preso sulle ginocchie e mi ha detto: "Smettila di sballare le bestie, figliolo. Stamattina una vacca ha fatto l'uovo e un coniglio ha cercato di sellarsi". Ah, l'erba. È erba!" p.101

La copertina











La recensione a fumetti di Petrella

venerdì 17 settembre 2010

Willard e i suoi trofei di bowling

Richard Brautigan, Willard e i suoi trofei di bowling (Willard and His Bowling Trophies, 1975), "Le foglie", 72, Marcos Y Marcos, Milano, 2004, traduzione dall'inglese di Pietro Grossi, 169 pagine.


la copertina



domenica 15 agosto 2010

Una donna senza fortuna

Certo che era un bel posto del cavolo per infilarci un finestrone come quello, che guardava soltanto su un'opprimente vicinanza di alberi.
Richard Brautigan, Una donna senza fortuna (An Unfortunate Woman, 2001), Isbn, Roma, 2007, traduzione dall'inglese e introduzione di Enrico Monti, 133 pagine. 
 
Probabilmente è proprio questo che un passeggero deve fare, passare da un posto all'altro, ma questo non semplifica affatto le cose. L'unica cosa che puoi fare è augurargli buona fortuna e sperare che abbia un'idea di quanto gli sta inevitabilmente accadendo. p.38

È una casa di legno nel significato classico del termine, per cui le ombre al suo interno sono di lunga durata: ombre iniziali e poi decenni di ombre in aggiunta a quelle prime ombre, che hanno continuato a raccogliersi e addensarsi fino a oggi, lunedì 15 febbraio 1982. p.70

La mia vita è praticamente priva di dinamiche ormai da più di un anno e continuo ad impiegare troppo tempo per fare cose semplicissime e il mio cuore è come una colonia sulla luna popolata da una specie unica di stalattiti apparaentemente prive di transizioni. p.77

È convinta che, quando fa bene l'amore la mattina, l'amore non lasci mai la sua camera.
Non sa di essere parte dell'alba. p.78

Da quando sono uscito qualche istante fa, dal cielo non è arrivata neanche l'ombra di un rumore, eccezion fatta chiaramente per gli uccelli. Possiedono il cielo con le loro voci. p.99

Lei era molto intelligente e così le nostre menti potevano spaziare ampie e libere. Tra l'altro trovo che l'intelligenza nelle donne sia un afrodisiaco. Credo di averlo letto da qualche parte, ma comunque sia, l'intelligenza in una donna mi eccita sessualmente. p.103

[... ] e magari a me piace togliere i vestiti a donne più alte, mentre preferisco guardare quelle più basse togierseli da sole. p.103

Ho qualche problema con la parola "pervertito" perché francamente faccio fatica a capirla. C'è una signora inglese vissuta nell'Ottocento che ha detto la cosa più bella che mi è mai capitato di sentire riguardo alle preferenze o alle pratiche sessuali di una persona. Ha detto qualcosa del tipo: "Facciano quel che vogliono, basta che non lo facciano per strada e non spaventino i cavalli". So che la citazione non è esatta, ma è abbastanza precisa per i miei scopi. p.106

Erano cose che a volte fuggivano dalla prigione dentro di me in cui le tenevo. A volte riuscivano a liberarsi con metodi ingegnosi come abili fuggiaschi, altre volte ero io stesso ad aprire la porta della cella per lasciarli uscire e sbranarmi vivo come un branco di lupi mannari rabbiosi, di solito nel cuore della notte quando ero solo e non c'era nessuno a cui chiedere aiuto e l'unico proiettile d'argento che mi poteva aiutare si trovava su un lato della luna talmente oscuro che avrebbe fatto assomigliare il tip-tap di Shirley Temple al lento e penoso formarsi del carbone, chiuso per milioni di anni nei suoi giardini sotterranei. p.109

Mi sa che quello che sto cercando di dire è che la sua voce aveva un delicato chiarore, come una candelina che brucia in un'immensa cattedrale tenebrosa costruita per una religione mai definita e per questo mai aperta al culto. p.112

LE PAROLE SONO FIORI DI NIENTE. TI VOGLIO BENE. p.112

Non so come andrà a finire tra me e mia figlia. Ho esplorato tutte le possibilità come un archeologo. Queste rovine mi disorientano e mi tormentano. Ma non ho la minima idea di come catalogarle e in quale museo finiranno e se gli scavi sono appena iniziati o sono finiti. p.123

La copertina





Una recensione a fumetti di Marco Petrella (pubblicata su l'Unità)

martedì 3 agosto 2010

Sognando Babilonia

I giardini pensili di Babilonia, incisione di Martin Heemskerck
Richard Brautigan, Sognando Babilonia (Dreaming of Babylon, 1977) "Le Onde", 3, Marcos Y Marcos, Padova, 2002, Traduzione dall'inglese di Pietro Grossi, 255 pagine.

Portava sempre un accapatoio allentato che avrebbe vinto il primo premio a un concorso di bellezza per blocchi di cemento. p.13

Non ho idea di come certa gente possa vivere come faccio io. Casa mia è talmente sporca che di recente ho cambiato tutte le lampadine da settantacinque watt con altre da venticinque per non vederla. p.16

La vita ha i suoi alti e bassi. La mia adesso non poteva che salire. L'unica cosa più in basso di me era un uomo morto. p.25

Poi il collo parlò per la prima volta. Una voce che pareva un terremoto in una fabbrica di incudini gli esplose di fronte, perché non si prese la briga di girarsi.
"Non scazzare" disse. "Vogliamo quel cadavere". p.149

La copertina



venerdì 26 febbraio 2010

Il mostro degli Hawkline



Richard Brautigan, Il mostro degli Hawkline. Un western gotico (The Hawkline Monster, 1974) ISBN, Milano, 2008, traduzione dall'inglese e cura di Enrico Monti, 204 pagine.

Greer e Cameron avevano un po' l'aria di quelli che sono sempre in grado di gestire ogni situazione con un minimo dispendio di forze e massimi risultati. Non avevavno l'aria da duri o cattivi. Sembravano piuttosto un tranquillo distillato di queste due qualità. p.11

La Central County è una grande contea rurale con comntagne a nord e a sud e un'immensa solitudine in mezzo. Le montagne erano piene di alberi e torrenti.
La solitudine si chiamava Dead Hills.
Le colline morte si estandevano per una cinquantina di chilometri. Erano migliaia di collinette: gialle e vuote in estate, con un sacco di cespugli di ginepro nelle valli e un po' di abeti qua e là, che si comportavano come pecorelle smarrite scappate dalle montagne e finite nelle Dead Hills e, una volta lì, incapaci di ritrovare la strada del ritorno.
... poveri alberi... p.23

"In questo hai ragione" disse Cameron. "Non è certo il solito tran tran. Cioè, non mi è mai capitato di scopare con un maggiordomo morto stecchito al piano di sotto".
"Non posso crederci" disse Miss Hawkline.
"È morto" disse Cameron. "Avete un maggiordomo morto in corridoio". p.112

La copertina