Visualizzazione post con etichetta spagna. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta spagna. Mostra tutti i post

lunedì 8 ottobre 2012

Le ragazze di Ventas


Dulce Chacòn, Le ragazze di Ventas (La voz dormida, 2002), "Biblioteca Neri Pozza", Neri Pozza, Vicenza, 2010, traduzione dallo spagnolo di Silvia Sichel, 379 pagine.

la copertina










Trailer del film La voz dormida, 2011, di Benito Zambrano, tratto dal libro.


giovedì 24 febbraio 2011

Quando la notte obbliga





Montero Glez, Quando la notte obbliga (Cuando la noche obliga, 2003), "Romanzo Salani. Petrolio", 1, Salani, Milano, 2008, traduzione dallo spagnolo di Massimo Sottini, 235 pagine.


la copertina




domenica 10 gennaio 2010

La lontananza del tesoro


Come se l'unica cosa che ognuno ha imparato, è che in questa immensità la tenacia dei buoni resta rannicchiata, in agguato. p.329



Edouard Manet, Exécution de l'Empereur Maximilien du Mexique, olio su tela, 1868.



Guillermo Prieto Pradillo (1818-1897)



Anonimo, Ritratto di Vicente Riva Palacio (1832-1896), olio su cartone, 1869


Paco Ignacio Taibo II, La lontananza del tesoro (La lejanìa del tesoro, 1992), "Narrativa", 65, Net, Milano, 2003, traduzione dallo spagnolo di Bianca Lazzaro, 330 pagine.


La copertina





mercoledì 6 gennaio 2010

La città dei prodigi




Padiglione della Compagnia Transatlantica alla Esposizione Universale di Barcellona del 1888, di Antoni Gaudí.


Eduardo Mendoza, La città dei prodigi (La ciudad de los prodigios, 1986), "Giunti Blu", Giunti, Firenze - Milano, 2009, traduzione dallo spagnolo di Gina Maneri, 527 pagine.


Forse in realtà questo è il vero destino del genere umano, forse Dio ha messo l'uomo sulla terra perché la tenga un po' pulita e presentabile, forse per questo tutto il resto è solo una chimera. p.402

la copertina



copertina dell'edizione spagnola



copertina dell'edizione spagnola



locandina del film di Mario Camus (1999) ispirato al romanzo.


lunedì 14 dicembre 2009

Come la vita


Una volta morti è lo stesso per tutto. Se mi cacano addosso gli avvoltoi e a lei mettono i fiori sull'uccello io me ne sbatto. p.127



Paco Ignacio Taibo II, Come la vita (La vida misma, 1987), "Net", 100, Milano, traduzione dallo spagnolo di Bianca Lazzaro, 2004, 176 pagine.

La copertina



La copertina dell'edizione Júcar, "Etiqueta Negra", Madrid, 1988



La copertina dell'edizione Txalaparta, "Gebara", Nafarroa, 2005



Francisco Ignacio Taibo Mahojo vero nome di Paco Ignacio Taibo II (Gijón, 11 gennaio 1949) è uno scrittore spagnolo che risiede in Messico dal 1958 anno in cui la famiglia, antifranchista, decise di fuggire dalla Spagna.

Romanzi con Héctor Belascoarán Shayne:

* 1976 - Giorni di battaglia (Días de combate)
* 1977 - Il fantasma di Zapata (Cosa fácil)
* 1981 - Niente lieto fine (No habrá final feliz)
* 1985 - Qualche nuvola (Algunas Nubes)
* 1989 - Stessa città stessa pioggia (Regreso a la misma ciudad y bajo la lluvia)
* 1989 - Fantasmi d'amore (Amorosos fantasmas)
* 1990 - Sogni di frontiera (Sueños de frontera)
* 1991 - Svaniti nel nulla (Desvanecidos difuntos)
* 2005 - Morti scomodi (Muertos incómodos)

Altri romanzi:

* 1982 - Eroi convocati (Héroes convocados: manual para la toma del poder) ripubblicato nel volume La banda dei quattro, Premio Grijalbo de Novela 1982
* 1982 - E doña Eustolia brandì il coltello per le cipolle (Doña Eustolia blandió el cuchillo cebollero)
* 1986 - Rivoluzionario di passaggio (De paso), Premio Café Gijón 1986
* 1986 - Ombre nell'ombra (Sombra de la sombra)
* 1987 - Come la vita (La vida misma), Premio Internacional Dashiell Hammett 1987
* 1989 - Sentendo che il campo di battaglia (Sintiendo que el campo de batalla...)
* 1990 - A quattro mani (Cuatro manos), Premio Internacional Dashiell Hammett 1991, Premio Latinoamericano de Novela Policíaca y Espionaje
* 1992 - La lontananza del tesoro (La lejanía del tesoro), Premio Internacional de Novela Planeta-Joaquín Mortiz 1992
* 1993 - La bicicletta di Leonardo (La bicicleta de Leonardo), Premio Internacional Dashiell Hammett 1994
* 1995 - Ma tu lo sai che è impossibile (Que todo es imposible)
* 2000 - Te li do io i Tropici (Así es la vida en los pinches Trópicos)

lunedì 7 dicembre 2009

L'anno del diluvio



Come faccio a essere suora se ascolto tutto quello che mi dicono gli uomini? p.97




Locandina del film El año del diluvio diretto da Jaime Chávarri con Fanny Ardant e Darío Grandinetti, 2004.


Eduardo Mendoza, L'anno del diluvio (El año del diluvio, 1982), Le Mani - Micorart's Edizioni, Recco, 1994, traduzione di Fiorenzo Toso, 130 pagine.


la copertina




mercoledì 18 novembre 2009

Rivoluzionario di passaggio

Paco Ignacio Taibo II, Rivoluzionario di passaggio (De paso, 1986), "Narrativa, 189, Net, Milano, traduzione dallo spagnolo di Glauco Felici, 143 pagine.

"Mi scusi Miguel, ma io non posso esserle utile come personaggio di un romanzo, nemmeno come uno di quelli che compaiono soltanto ogni tanto per complicare la trama. Io sono un uomo di passaggio. Sono qui e non ci sono. Certe volte, per cose molto importanti, ho spiegazioni abbastanze stupide". p.66

"Magari ha ragione lei, ma a che cosa serve avere ragione? È della vita che stiamo parlando". p.73

la copertina






lunedì 25 maggio 2009

Capitano Alatriste

Arturo Pérez-Reverte, Capitano Alatriste (El Capitan Alatriste, 1996), Marco Tropea Editore, Milano, 2001, traduzione dallo spagnolo di Roberta Bovaia, 214 pagine.

[coming soon...]

giovedì 19 febbraio 2009

L'incredibile viaggio di Pomponio Flato


Antonio Ciseri (1821-1891), Ecce Homo, olio su tela, Galleria d'Arte Moderna, Palazzo Pitti, Firenze.

Eduardo Mendoza, L'incredibile viaggio di Pomponio Flato (El asombroso viaje de Pomponio Flato, 2008), "Giunti Blu", Giunti, Firenze, 2008, traduzione di Francesca Lazzarato, 180 pagine.

Qui il video del discorso di Mendoza al Premio dei giovani lettori di Mandarache, Cartagena, edizione 2009 in cui il romanzo è arrivato tra i finalisti. Si può anche vedere una specie di book trailer realizzato dai circoli della lettura della biblioteca municipale di Godella.
In occasione della presentazione milanese del libro, Eva Cantarella ha scritto sul Corriere una recensione che contiene anche un riassunto dell'opera.


«Guarda, Gesù, tutti i bambini della tua età credono che i loro genitori siano diversi dagli altri. Ma non è così. Quando crescerai scoprirari che tuo padre non ha niente di speciale.» p. 26

«Dimmi, rabboni, perché Lazzaro ha detto che gli ultimi saranno i primi?»
«Perché è un cretino [...]» p.61

Quando gli riferii l'accaduto, [Giuseppe] si dispiacque per il danno arrecato al tribuno e promise di implorare Yahvè per il suo pronto e totale ristabilimento.
«Uno strano atteggiamento nei confronti di chi ti ha condannato a morte», escalami.
Giuseppe si strinse nelle spalle e disse:
«Non dobbiamo restituire male per male, ma il contrario; perdonare ai nostri nemici e amarli come Dio ci ama».
«Per Giove, non so chi ti abbia messo in testa quest'idea, ma, da dovunque venga è una follia. Se non distinguiamo il nemico dall'amico e il bene dal male, che fine faranno virtù e giustizia?» p.84

«É la tua prima visita in Israele, Pomponio?», chiese cortesemente Zaccaria per rompere il silenzio.
«In efetti», risposi, «e mi sembra un posto davvero piacevole».
«Piacevole? No. É la Terra Promessa, amico gentile. La Terra Promessa! Il male è che nessuno sa, in che cosa consista la promessa né quando si compirà» p.116

«Questo non posso dirtelo», sospirò Giuseppe. «Dovrai aver fede».
«No», replicai, «qualcunque cosa tranne la fede. La fede non rientra nella mia metodologia. La credulità si. L'errore anche, perché, essendo inevitabile, se accettato rappresenta una via sicura verso la verità e il presupposto di qualunque riflessione. Ma la fede no. Su questo punto siamo inconciliabili. E neppure posso rispettare la tua, anche se eri disposto sacrificarle la tua stessa vita. Ma non temere, non insisterò. Inoltre si è fatto tardi, e devo andare». p. 165

... ricordo a volte i fatti di cui sono stato testimone in Galilea e mi domando se sono davvero accaduti o se furono frutto della fantasia morbosa prodotta dalla mia infermità.
Sia come sia, in definitiva poco importa, perché solo di questo sono certo: tra qualche anno darà come se niente fosse esistito, e nessuno si ricorderà di Gesù, Maria e Giuseppe, come nessuno si ricorderà di me, né di te Fabio, perché tutto decade, scompare e si perde nell'oblio, tranne la grandezza immarcescibile di Roma. p.175