
Doris Lessing, Discesa all'inferno (Briefing for a Descent Into Hell, 1971), "Collezione Vintage", Fanucci, Roma, 2009, Traduzione dall'inglese di Annalisa Di Liddo, Postfazione di Oriana Palusci, 295 pagine.
la copertina

Copertina della seconda edizione inglese della Octagon Press, 1985

Ma forse sarà il caso di notare che a tutti - senza eccezione - capita di ripensare a un periodo della vita, a una serie di avvenimenti, e di torvarli assai più significativi di quanto non fossero all'epoca. E il discorso vale anche per quelli deprimenti quanto i rifiuti sparsi su un prato dopo una scampagnata. Ci scambieremo impressioni come desiderando o sperando nella conferma di un un dettaglio che quegli avvenimenti non avevano lasciato trapelare, che sembravano addirittura escluso a priori. La felicità? È una parola che ogni tanto ho preso e studiato - ma direi che non tiene, nella forma. E nel contenuto? E se avesse un intento? Comunque sia, rievocato in questo spirito, il passato sembra immerso in una sostanza estranea, avulsa dal modoin cui lo abbiamo vissuto. Possibile che la memoria sia fatta veramente di questo? Nostalgia? Macché. Non sto parlando certo del desiderio, del rimpianto - quella smania velenosa non c'entra. E nemmeno l'importanza che ognuno di noi vorrebbe attribuire al suo trascurabile passato: «Io c'ero, sai. Io l'ho visto.» p.10
Si, era fuori dal normale. Si, era tutto assurdo. Ma in fondo, avevo accettato l''assurdo'. Ci convivevo. Avevo sacrificato ogni aspettativa di normalità al mio mondo interiore, alla mia vita in quel luogo. Quanto al mondo pubblico, esterno, da un pezzo non offriva più niente di normale. p.25
Delle nostre abitudini, di ciò che avevamo dato per scontato solo dieci anni prima, non era rimasto niente, o ben poco, ma noi continuavamo a parlare e comportarci come se ancora ci identificassimo in quelle vecchie forme. p.25
Noi siamo la compagnia che ci scegliamo. p.65
Quando mai la calsse dirigente del nostro paese non ha vissuto sotto la campana di vetro della rispettabilità e della ricchezza, chiudendo gli occhi davanti a quanto succedeva fuori? Poteva esistere una reale differenza quando la 'classe dirigente' usava parole come giustizia, lealtà, equità, ordine o addirittura socialismo? - le ha usate, magari addirittura credendoci, se non altro per un periodo; ma mentre tutto andava in pezzi gli amministratori, come sempre, vivevano al riparo dal peggio, cercando di allontanarlo con i discorsi, gli auspici, le leggi - perché ammettere che stava succedendo equivaleva a riconoscere la propria inutilità, confessare che la maggiore sicurezza di cui godevano era un furto, non un compenso per i loro servigi... p.119
... il linguaggio dei poveri, spoglio, ridotto all'osso, ha sempre contenuto l'energia del risentimento (amagari inconsapevole, ma presente) alimentato dalla consapevolezza di capacità e provilegi appena fuori portata ... p.124
Un bambino può piangere come se tutta l'infelicità dell'universo fosse solo sua - quando una donna piange, il punto non è il dolore, no, ma l'accettazione definitiva di un torto. p.187