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domenica 10 gennaio 2016

domenica 27 settembre 2015

sabato 30 novembre 2013

La cavalcata dei morti


Fred Vargas, La cavalcata dei morti (L'Armée furieuse, 2011),  "I casi del commissario Adamsberg. Super ET", 7, Einaudi, Torino, traduzione dal francese di Margherita Botto, 2013, 423 pagine.

C'era una scia di bricioline di pane che dalla cucina arrivava in camera da letto, fin sulle lenzuola pulite tra cui riposava la vecchia, morta e a bocca spalancata. p. 3

- Uno sa sempre qual è la sua decisione prima ancora di averla presa. In realtà, lo sa fin dall'inizio. Ecco perché i consigli non servono a niente. p. 14

Un'ora dopo decollava di nuovo, seguito dal duplice sguardo pensoso e vuoto di Adamsberg e di suo figlio. p. 422

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giovedì 30 maggio 2013

Prima di morire addio


Fred Vargas, Prima di morire addio (Ceux qui vont mourir te saluent, 1994), "NumeriPrimi°", Einaudi, Torino, 2011, traduzione dal francese di Margherita Botto, 196 pagine.

I due ragazzi ammazzavano il tempo alla stazione Termini di Roma. p. 3

Le braccia dell'italiano erano magre o brutte, eppure le scopriva. Valence non si vergognava delle proprie braccia, ma non per questo le avrebbe messe in mostra. Se lo avesse fatto, avrebbe avuto la sensazione di indebolirsi, di offrire ai suoi interlocutori un terreno d'intesa animale che temeva più di qualsiasi cosa al mondo. Finché non fai vedere di avere delle braccia, nessuno può essere davvero sicuro che le hai, ed è il modo migliore di tenere la gente a distanza. p. 68

- In sua assenza, - disse senza voltarsi, - saprò reggere l'Impero. p. 196

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domenica 12 febbraio 2012

Un luogo incerto


Fred Vargas, Un luogo incerto (Un lieu incertain, 2008), "SuperEt", Einaudi, Torino, 2009, traduzione dal francese di Margherita Botto, 392 pagine.


Adamsberg non era un uomo emotivo, sfiorava i sentimenti con cautela, come i rondoni toccano le finestre aperte accarezzandole con l’ala, evitando di precipitarsi dentro, tanto è difficile, poi, la strada per uscire. Aveva trovato spesso degli uccelli morti nelle case del villaggio, imprudenti e curiosi visitatori incapaci di ritrovare l’apertura da cui erano entrati. Adamsberg riteneva che, in fatto di amore, l’uomo non è più furbo di un uccello. E in qualunque altro campo gli uccelli lo sono molto di più. Come le farfalle che non entravano nel mulino. p. 321

— Pessima iniziativa.
— Plog, — mormorò Adamsberg.
— Cosa intendi con “plog”?

— È una parola di Vladislav, il cui senso varia a seconda del contesto. Può significare “certo”, “esatto”, “d’accordo”, “capito”, “trovato”, o eventualmente “cavolate”. È come una goccia di verità che cade. p. 324

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venerdì 22 aprile 2011

Nei boschi eterni





Fred Vargas, Nei boschi eterni (Dans le bois éternels, 2006), "Super ET", Einaudi, Torino, 2007, traduzione dal francese di Margherita Botto, 386 pagine.


- Se solo il mondo assomigliasse ai sogni delle vecchie mamme. p.65

Camille aveva lasciato accesa la lampada, domandandosi se compiere l'inevitabile fosse un errore o un'idea giusta. In amore è meglio rimpiangere ciò che si è fatto piuttosto che rimpiangere ciò chenon si è fatto. Solo i bizantini, con i loro proverbi, possono a volte offrire una risposta quasi perfetta ai problemi della vita. p.130

- Ma resta sempre una storia. E le storie sono scritte per impedire che accadano nella vita. p. 176

La vittoria arride solo all'uomo che sonnecchia. p. 276

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giovedì 7 ottobre 2010

Sotto i venti di nettuno





Fred Vargas, Sotto i venti di Nettuno (Sous les ventes de Neptune, 2004)"Stile libero noir", Einaudi, Torino, traduzione dal francese di Yasmina Melaouah, 448 pagine.


"Mentirsi a sé è un conto, ma mentire agli sbirri tante volte è una necessità. Non è il caso di andarci di mezzo per una questione di onore. L'onore riguarda solo se stessi e non la madama". p.103

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giovedì 29 luglio 2010

Parti in fretta e non tornare




"Il medico della peste", acquaforte di Paulus Fürst, 1656.

Il miglior consiglio menzionato praticamente in tutti i trattati sulla peste è: Cito, longe fugeas et tarde redeas. Vale a dire: Presto, fuggi lontano e torna tardi. In altre parole, taglia la corda e stattene via più che puoi. È il clelebre "rimedio dei tre avverbi": "Presto, lontano, tardi". In latino: Cito, Longe, Tarde. CLT.


Fred Vargas, Parti in fretta e non tornare (Pars vite et reviens tard, 2001), "Stile libero noir", Einaudi, Torino, 2004, traduzione dal francese di Maurizia Balmelli e Margherita Botto, 330 pagine.


Aveva capito da tempo che le cose sono dotate di una vita segreta e perniciosa. [...], il mondo delle cose era indubbiamente carico di un'energia tutta concentrata a rompere le palle all'uomo. Il più insignificante errore di manipolazione offriva all'oggetto un'improvvisa libertà che, per quanto minima, innescava una serie di sciagure a catena in grado di coprire un'ampia gamma, dalla seccatura alla tragedia. Il tapppo che sfugge alle dita era, nella tonalità minore, un modello base. Perché un tappo caduto non rotola ai piedi dell'uomo, assolutamente no. Si acquatta dietro al fornello, malignamente, come il ragno in cerca di inacessibilità, scatendando per il suo predatore, l'Uomo, una sequenza di cimenti variabili: spostamento del fornello, rottura del tubo di gomma, caduta dell'utendile, scottatura. [...]
In questo modo le cose, animate da uno spirito di vendetta che traevano a buon diritto dalla loro condizione di schiavitù, riuscivano per brevi ma intensi attimi ad assoggettare l'uomo al loro larvato potere, a farlo torcere e strisciare come un cane, senza risparmiare né le donne Né i bambini. pp. 4-5

- Mi domando se a furia di fare lo sbirro, non stia diventando uno sbirro per davvero, - disse il commissario Adamsberg. p.29

Scrivere la prola Amore per lui era difficilissimo. La penna tracciava la "A", dopodiché si paralizzava sulla "m", troppo agitata per proseguire. Questa reticenza l'aveva a lungo incuriosito finché, a forza di averci a che fare, era riuscito a raggiunferneil cuore, o almeno così credeva. Amava l'amore. Ma non amava quello che l'amore comporta. Perché l'amore comporta delle cose, essendo utopico pensare di vivere solo ed esclusivamente a letto, non fosse che per due giorni. Tutta una spirale di cose, innescata da qualche idea vaga e soddisfatta di un baraccamento in cemento armato da cui l'amore non sarebbe fuggito mai più. Prima violento come un fuoco di paglia casuale sotto il cielo stellato, finiva la sua corsa tra quattro mura in fondo a un caminetto. pp.79-80

Finché guardiamo da lontano, tutto ci sembra sempre perfettamente in ordine. Appena ci avviciniamo e ci concediamo il tempo per osservare i dettagli, ci accorgiamo che la gente è tutta più o meno fuori di testa, in quella come in qualsiasi altra piazza, fuori e dentro questa squadra. p.128

- Chi dice credulità dice manipolazione, e chi dice, manipolazione dice calamità. È la piaga dell'umanità, ha fatto più morti lei di tutte le epidemie di peste messe insieme. p.197

- Sono cretini, gli incidenti, - gli disse. - Sempre molto cretini. E noi due abbiamo da fare un pezzo di strada insieme. Aspetteremo che torni, forse. Vero, palla? p.231

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domenica 21 febbraio 2010

L'uomo a rovescio



Cranio di canis lupus lycaon da Digimorph

Fred Vargas, L'uomo a rovescio (L'homme à l'envers, 1999) "Stile libero. Noir", Einaudi, Torino, 2008, traduzione dal francese di Yasmina Melaouah, 328 pagine.



Come tizzoni, ragazzo mio, sono come tizzoni, gli occhi del lupo, di notte. p.12

Lawrence non avrebbe mai immaginato di poter tremare per una ragazza così bruna, con i capelli dritti e neri, tagliati sulla nuca, somigliante a Cleopatra. In fin dei conti, pensava, la vecchia Cleopatra era morta da duemila anni eppure rimaneva ancora l'archetipo delle fiere ragazze brune con il naso dritto, il collo delicato, l'incarnato puro. Sì, bella tosta, la vecchia Cleopatra. p.14

Era un catalogo molto ricco, con inserti su. l'aria compressa, la saldatura, i ponteggi, il sollevamento e un sacco di allettanti rubriche del genere. Camille leggeva tutto, comprese le tavole più dettagliate quali Decespugliatore endotermico a due tempi - Asta di trasmissione fissa, antivibrazioni ed ergonomica - Accensione elettronica - Peso 5,6 k. Informazioni come queste, che i quei cataloghi abbondavano, le procuravano un vivo piacere intellettuale - capire l'oggetto, il suo congegno, la sua efficacia - oltre un'intensa soddisfazione lirica. A ciò si aggiungeva il sogno latente di risollevare tutti i problemi planetari con il Tornio combinato con fresa o la Chiave mandrino universale. Il catalogo era la speranza di contrastare tutti i casini della vita con la forza abbinata dell'astuzia. Speranza fallace, certo, ma comunque speranza. Sicché Camille attingeva la propria energia vitale a due fonti: la composizione musicale e il Catalogo dell'utensileria professionale. Dieci anni prima aveva fatto conto anche sull'amore, ma da allora aveva ridimensionato parecchio la vecchia solfa logoa dell'amore. L'amore ti mette le ali per segarti le gambe, perciò alla fine si rivela un bidone. Mentre per esempio un Cric idraulico10 tonnellate non era affatto un bidone.
Volendo semplificare, con l'amore se non ami uno, quello rimane, e se lo ami, se ne va. Un sistema semplice, privo di sorprese, che genera immancabilmente una gran noia o una catastofe. Il tutto per venti giorni di incantesimo, no, è proprio un bidone. L'amore che dura, l'amore che fonda, l'amore che fortifica, nobilita, santifica, purifica e ripara, insomma tutto quello che uno immagina dell'amore prima di averlo provato davvero, è una baggianata. p.53

Il commissario Adamsberg amava la solitudine in cui lasciar andare i pensieri alla deriva, verso il largo, ma amava anche le perosne, il moto delle persone, e si nutriva come una zanzara della loro presenza intorno a lui. p.85

Così Adamsberg cercava le idee: le aspettava, semplicemente. Quando una di esse veniva a galla sotto i suoi occhi, come un pesce morto che compariva a fior d'acqua, la raccoglieva e la esaminava, per vedere se aveva bisogno di quel articolo in quel momento, per vedere se presentava un qualche interesse. p.85

Adamsberg usava così il suo cervello, come un vasto mare fecondo nel quale hai riposto la tua fiducia ma che hai da tempo rinunciato ad assoggettare. p.86

Quando la poesia compare inaspettatamente nella vita, siamo stupiti, siamo incantati, ma poco dopo ci rendiamo conto che siamo stati presi per i fondelli che era un pacco, una fregatura. p.88

- Certe cose si impelagano per un sacco di pessimi motivi e non le puoi disimpelagare, nemmeno per un sacco di buoni motivi. p.135

- Interlock? Si chiama così? - domandò lei.
- L'ho preso a caso dal dizionario quando è nato, - spiegò Soliman. Interlock. Nome maschile. Macchina da maglieria. Indumento intimo tessuto con quella macchina. p.146

- Agli albori del mondo, - cominciò Soliman, - l'uomo aveva tre occhi.
-Oh minchia, - disse il Guarda - Non ci sfinire con le tue storie. Stai buono.
- Vedeva tutto, - continuò Soliman, imperturbabile. - Vedeva molto lontano, molto nitidiamente, vedeva la notte, e vedeva i colori che sono al di sotto del rosso e al di sopra del viola. Ma non vedeva nella mente della propria donna, e ciò rendva l'uomo assai malinconico e talora lo faceva ammattire. Perciò l'uomo andò a supplicare il dio della palude. Questi lo mise in guardia, ma l'uomo tanto lo supplicò che il dio, sfinito, accossentì al suo desiderio. Da quel giorno l'uomo ebbe solo due occhi e vide nella mante della propria donna. E cioò che vi scoprì lo stupì a tal punto che egli non vide più chiaro nel resto dell'universo. Per questo, oggi, gli uomini vedono male.
Camille si voltò verso Soliman, un po' sconcertata.
- Le inventa, - disse il Guarda in tono ostile e stanco.
- Inventa le sue maledette storie africane per spiegare il mondo. E non spiegano un bel niente.
- Va' a sapere, - disse Camille.
- Un bel niente, - ripete il Guarda. - Anzi, lo complicano. p.171

Provava diffidenza nei confronti di quel aggeggio, inadatto a comunicare qualunque situazione un po' delicata. Il telefono era pensato per la conversazione all'ingrosso e al mezzo grosso, di sicuro non per il dettaglio. p.202

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giovedì 28 gennaio 2010

L'uomo dei cerchi azzurri


... Squatina aculeata, pesce migratore, che abita i fondali sabbiosi delle coste del Mediterraneso. Carne piuttosto insipida, variamente apprezzata. Nuota come gli squali, agitando la coda. Muso ottuso, valve nasali laterali, più o meno frangiate. Spiracoli ampi, semilunari, bocca armata di denti unicuspidi a base allargata, e tralasciamo il resto. Marrone con marmorizzature scure e macchie chiare, un po' come la moquette dell'ingresso, se vogliamo. p.52



Squadrolino (Squatina aculeata)


Fred Vargas, L'uomo dei cerchi azzurri (L'Homme aux cercles bleus, 1996) "SuperET", Einaudi, Torino, 2oo7, traduzione dal francese di Yasmina Melaouah, 238 pagine.


Per fortuna era Parigi.
Era l'unica città del Paese che gli potesse piacere. A lungo aveva creduto che il posto in cui viveva gli fosse indifferente, indifferente come il cibo che mangiava, indifferente come i mobili che lo circondavano, indifferente come gli erano indifferenti i vestiti che portava, riciclati, ereditati, trovati chissà dove.
Ma alla fine, per il luogo in cui vivere, non era così semplice. p.8

- [...] La mia giornata è partita male. Ieri, l'altro ieri, stessa cosa. Così è un'intera tranche di settimana che va in malora. Spero che lei abbia passato una tranche migliore della mia.
- Una tranche?
- La mia idea è che lunedì-martedì-mercoledì formano una tranche di settimana, la tranche I. Quello che succede nella tranche 1 è molto diverso da quello che succede nella tranche 2.
- Giovedì-venerdì-Sabato?
- Esatto. A ben guardare ci sono molte più sorprese importanti nella tranche 1, in generale, dico in generale, e più avventatezza e divertimento nella tranche 2. Questione di ritmo. Non c'è mai alternanza, diversamente dai parcheggi per le auto in alcune vie, dove per due settimane puoi lasciare la macchina e per altre due non la puoi più lasciare. Perché? Per far riposare la via? Per tenerla a maggese? Mistero. Tranche 1: ti interessi, credi a delle cose, trovi delle robe. Dramma e miracolo antropici. Tranche 2: non trovi un bel niente, impari zero, vitainsignificante e via discorrendo. Nella tranche 2 c'è molto chissà chi con chissà cosa, e bevi parecchio, mentre la tranche 1 è più importante, questo è chiaro. Praticamente una tranche 2 va liscia di suo, o diciamo che non ha un gran peso. Ma una tranche 1, quando va in vacca come quella di questa settimana, è un bel casino. Poi è anche successo che al caffè come menu c'era spalla di maiale con le lenticchie. A me la spalla di maiale con le lenticchie mi butta giù di morale. Sconforto puro. E questo in piena tranche 1. Proprio una sifga, qualla cazzo di spalla di maiale.
- E la domenica?
- Be', la domenica è la tranche 3. Solo la giornata fa una tranche intera, per dire come è delicata. La tranche 3 è lo scompiglio. Semetti insieme una spalla di maiale con le lenticchie e una tranche 3, a dire il vero non ti resta che morire. pp. 31-32

Per questa settimana abbiamo chiuso con la compassione, la consolazione paziente, i lucidi incoraggiamenti e gli svariati ideali umanitari.
Si nasce si crepa e nel mezzo ci si ammazza di fatica per perdere tempo facendo finta di gaudagnarlo, e questo è tutto quello che ho voglia di dire sugli uomini. Lunedì prossimo li troverò fantastici con tutti i loro minimi indugi e la loro traiettoria millenaria, ma per oggi è impensabile.
Per oggi solo ciniscmo, caos, futilità, e piacere immediati. p.55

Adamsberg era docile, aveva tendenza ad andare a letto con tutte le ragazze che ne avevano voglia, e certe volte questa gli sembrava davvero la cosa migliore da fare [...] p.67

Benissimo, ce ne occuperemo stasera, pensò, convinto di essere un egoista ma sapendo per esperienza che le persone che ti lasciano davvero non si prendono mai la briga di avvertirti con una lettera di sei pagine. Costoro si eclissano senza parlare... p.113

Mathilde è fatta così. È un frammento dell'universo. Non potendo dilatarsi per fondersi con esso, ha deciso di studiarlo per percepirlo nelle sue massime dimensioni fisiche. p. 122

Sapeva che questa percezione dell'esistenza prendeva talvolta sentieri speleologici, dove gli stivali si incollavano nel fango, dove non si trivava alcuna risposta, e che ci voleva del coraggio fisico per non cacciare via tutto molto lontano. Ma quando accadeva, lui non cacciava via niente, perché allora aveva la certezza che un simile gesto lo avrebbe condannato a non essere più nulla. p.124

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giovedì 17 dicembre 2009

Io sono il Tenebroso





Fred Vargas, Io sono il Tenebroso (Sans feu ni lieu, 1997), "Stile libero - Noir", Einaudi, Torino, 2006, traduzione dal francese di Maurizia Balmelli, 250 pagine.


All'albergo della Vecchia Lanterna a Nevers, non servivavo la colazione dopo le dieci. Louis era abituato a questo tipo di punizione, poiché apparteneva alla schiera di gente sospetta che si alza dopo l'ora legale, tra le undici e mezzogiorno, all'ora degli sballati, dei nottambuli, dei proscritti, dei colpevoli, dei poltroni, degli scapoli, dei malrasati e degli immorali. p. 204

La copertina



Copertina delle edizione J'ai lu, "Policier", Parigi, 2001.



El Desdichado
Je suis le Ténébreux, - le Veuf, - l'Inconsolé,
Le Prince d'Aquitaine à la Tour abolie :
Ma seule Etoile est morte, - et mon luth constellé
Porte le Soleil noir de la Mélancolie.

Dans la nuit du Tombeau, Toi qui m'as consolé,
Rends-moi le Pausilippe et la mer d'Italie,
La fleur qui plaisait tant à mon coeur désolé,
Et la treille où le Pampre à la Rose s'allie.

Suis-je Amour ou Phébus ?... Lusignan ou Biron ?
Mon front est rouge encor du baiser de la Reine ;
J'ai rêvé dans la Grotte où nage la sirène...

Et j'ai deux fois vainqueur traversé l'Achéron :
Modulant tour à tour sur la lyre d'Orphée
Les soupirs de la Sainte et les cris de la Fée.

Il diseredato
Io sono il tenebroso – il vedovo – l’inconsolabile,
Il Principe d’Aquitania dalla torre abolita;
La mia unica stella è morta – e sul mio liuto ornato di stelle
È impresso il Sole nero della Melanconia.

Nella notturna tomba, tu che mi hai consolato,
Rendimi Posillipo e il mare d’Italia,
Il fiore che tanto rallegrava il mio cuore deserto
E la pergola ove il pampino s’intreccia con la rosa.

Sono io Amore o Febo? Lusignan o Biron?
La mia fronte è ancora rossa per il bacio della regina;
Io ho sognato nella grotta dove la sirena nuota…

Due volte vittorioso l’Acheronte ho varcato:
Alterni modulando sulla lira d’Orfeo
I sospiri della santa e le grida della fata.

Les Filles du feu (Les Chimères), 1854, Gérard de Nerval

martedì 15 dicembre 2009

Un po' più in là sulla destra


C'era una coppietta
alla casamatta,
ma tutti si cuciono la bocca.

Che cosa sta ad aspettare,
invece di sprecare
il tempo con la 7?






La macchina da scrivere Vitotyp fu inventata dall'ingegnere francese H. Viry nel 1914 con l'intenzione di creare una macchina portatile che si potesse utilizzare nelle trincee della prima guerra mondiale o addirittura a dorso di cavallo leggi [...]


Fred Vargas, Un po' più in là sulla destra (Un peu plus loin sur la droite, 1996) "Stile libero. Big", Einaudi, Torino, traduzione dal francese di Margherita Botto, 2008, 257 pagine.


- Non potresti dare degli ordini ogni tanto, eh?
- No.
- Be', sbagli. A dare degli ordini, un uomo ci ricava un certo stile. Ma ovviamente, siccome non sei capace di ubbidire, non vedo come potresti comandare. p. 7

Il futuro è di chi sia alza presto, dicono. Ed è una cretinata, perché il futuro lo sorveglia anche chi va a letto tardi. p. 13

Il mare è molto meglio. Avanza, si ritrae, incessantemente, e senza scopo. Che scemo, quel mare. In fondo è irritante anche il mare, per via di quell'immensa inutilità. Attratto e respinto dalla luna, incapace di imporsi. p. 15

Alla fine, amava tutte le donne, perché da solo in auto uno ha il diritto di generalizzare, tutte [...] Alla fine, provava per loro una gratitudine indistinta, ammirava la loro capacità di amare gli uomini, una cosa che gli sembrava maledettamente difficile [...] p. 91

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