venerdì 24 febbraio 2012
La notte del raduno
Margaret Elphinstone, La notte del raduno (The Gathering Night, 2009), "Stile Libero. Big", Einaudi, Torino, 2011, traduzione dall'inglese di Carla Palmieri, 447 pagine.
martedì 14 febbraio 2012
Giardini di luce
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| Cameo raffigurante il re sasanide Shapur I che cattura l'imperatore romano Valeriano, Cabinet des médailles, Parigi. |
Amin Maalouf, Giardini di Luce (Les Jardins de Lumière, 1991), "Tascabili. Best Seller", 725, Bompiani, Milano, 2001, traduzione dal francese di Emanuela Fubini, 264 pagine.
"Lo ammetto, ti ho nascosto delle cose, ma non ho mentito. Se vedessi su questo prugno una gemma fiorita e dicessi 'ecco una prugna', mentirei? Assolutamente no, semplicemente precederei di una stagione la verità". p. 47
"E Malco?"
"Tra lui e me non c'è mai stata una promessa."
"Sono anni che sogna..."
"Devo esaudire i sogni degli altri?" p.69
Daibal, diceva il capitano? La città si ergeva nel delta dell'Indo, su un braccio che le alluvioni spinte a valle dalle montagne più alte avevano gradatamente insabbiato. Di anno in anno le barche in grado di raggiungerla erano più rare. Un mattino, il porto si svegliò in mezzo alle terre, come naufragato. Gli uomini, da allora, la disertarono per altri luoghi dei dintorni, Tata, Sinhi, Lahri, e più tardi Karachi.
Cos'è rimasto di Daibal? Cos'è rimasto dei suoi palazzi, dei suoi templi sulle colline, della sua dogana color mattone, quel casamento che i marinai da lontano cercavano con impazienza come un faro? Fino al diciassettesimo secolo, alcuni viaggiatori segnalavano ancora la sua esistenza. Poi tutto si è perduto. Non il minimo segno di una località, non l'ombra di una rovina. Più nessuno ne sa niente. Al momento in cui vengono scritte queste righe, gli archeologi esplorano ancora le bocche dell'Indo in cerca di un vestigio di vestigia. p. 112
"Le mie parole non verseranno il sangue. La mia mano non benedirà le spade. Né i coltelli dei sacrificatori. Neppure l'ascia di un taglialegna". p.199
domenica 12 febbraio 2012
Un luogo incerto
Fred Vargas, Un luogo incerto (Un lieu incertain, 2008), "SuperEt", Einaudi, Torino, 2009, traduzione dal francese di Margherita Botto, 392 pagine.
Adamsberg non era un uomo emotivo, sfiorava i sentimenti con cautela, come i rondoni toccano le finestre aperte accarezzandole con l’ala, evitando di precipitarsi dentro, tanto è difficile, poi, la strada per uscire. Aveva trovato spesso degli uccelli morti nelle case del villaggio, imprudenti e curiosi visitatori incapaci di ritrovare l’apertura da cui erano entrati. Adamsberg riteneva che, in fatto di amore, l’uomo non è più furbo di un uccello. E in qualunque altro campo gli uccelli lo sono molto di più. Come le farfalle che non entravano nel mulino. p. 321
— Pessima iniziativa.
— Plog, — mormorò Adamsberg.
— Cosa intendi con “plog”?
— È una parola di Vladislav, il cui senso varia a seconda del contesto. Può significare “certo”, “esatto”, “d’accordo”, “capito”, “trovato”, o eventualmente “cavolate”. È come una goccia di verità che cade. p. 324
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martedì 17 gennaio 2012
sabato 14 gennaio 2012
Non mi ami ancora

Jonathan Lethem, Non mi ami ancora (You Don't Love Me Yet, 2007), "Tascabili. Narrativa", 139, Il Saggiatore, Milano, 2011, traduzione dall'inglese di Andrea Buzzi, 219 pagine.
"Al risentimento che si nasconde nell'amore, alla solitudine che si nasconde nelle amicizie. Alle pessime scopate. [...] Ai bevitori di caffè avidi anche dell'ultimo sorso, quando non resta che un sedimento amaro." p.164
"Sapete che nei piccoli appartamenti la gente cessa di amarsi?" disse senza nessun motivo. "Perché non possono guardarsi da una distanza sufficiente. Bisogna poter guardare l'altro come se non potessi essere visto a tua volta, come un animale nella foresta." p.173
Los Angeles era la più grande città abbandonata della terra. p.191
"È superficiale, Lucinda."
"Non c'è profondità senza superficie." p.218
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Booklist 2011
- Tom Robbins. «B» come birra
- Christopher Moore, Sesso e lucertole a Melancholy Cove
- Richard Brautigan, Pesca alla trota in America
- José Saramago, Caino
- Jonathan Carroll, Ciao Pauline!
- Francesco Abate, Getsemani
- Montero Glez, Quando la notte obbliga
- Joe R. Landsale, Il valzer dell'orrore
- Paolo Roversi, Pescemangiacane
- Paul Ableman, Tornado Pratt
- Marco Malvaldi, Il re dei giochi
- Joe R. Lansdale, Fuoco nella polvere
- Fred Vargas, Nei boschi eterni
- Gary Shteyngart, Storia d'amore vera e supertriste
- Raymond Queneau, Un rude inverno
venerdì 30 dicembre 2011
Un rude inverno

Raymond Queneau, Un rude inverno (Un rude hiver, 1939), "Letture Einaudi", Einaudi, Torino, 2009, traduzione dal francese di Paola Gallo, prefazione di Stefano Bartezzaghi, 127 pagine.
La sua memoria era lastricata di lapidi come quella di un romantico, ma lui, da funzionario coscienzioso, estirpava con cura le erbacce lungo i viali e coltivava con ardore le poche aiuole in fiore che malgrado i tanti inverni non eran punto appassite. p.9
Lehameau chiuse gli occhi per contemplare coraggiosamente il grande vuoto tutto nero che si era scavato dentro di lui. p.11
- Tempo di febbraio. Se non cade la neve d'inverno quando dovrebbe cadere? Sempre meglio che nevichi dìinverno piuttosto che d'estate, non trova?
- Indubitabilmente. Ecco come bisogna prendere la vita. In effetti. Ma la vita, Bernard, la vita degli uomini, non è come il tempo. Da un certo momento in poi non smette più di nevicare. p.125
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Storia d'amore vera e supertriste

Gary Shteyngart, Storia d'amore vera e supertriste (Super Sad True Love Story, 2010), "Narratori della Fenice", Guanda, Parma, 2011, traduzione dall'inglese di Katia Bagnoli, 384 pagine.
Avevo letto quel libro molte volte da adolescente, e avevo piegato gli angoli di molte pagine ogni volta che la filosofia di Kundera toccava la mia. p.321
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venerdì 22 aprile 2011
Nei boschi eterni

Fred Vargas, Nei boschi eterni (Dans le bois éternels, 2006), "Super ET", Einaudi, Torino, 2007, traduzione dal francese di Margherita Botto, 386 pagine.
- Se solo il mondo assomigliasse ai sogni delle vecchie mamme. p.65
Camille aveva lasciato accesa la lampada, domandandosi se compiere l'inevitabile fosse un errore o un'idea giusta. In amore è meglio rimpiangere ciò che si è fatto piuttosto che rimpiangere ciò chenon si è fatto. Solo i bizantini, con i loro proverbi, possono a volte offrire una risposta quasi perfetta ai problemi della vita. p.130
- Ma resta sempre una storia. E le storie sono scritte per impedire che accadano nella vita. p. 176
La vittoria arride solo all'uomo che sonnecchia. p. 276
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venerdì 8 aprile 2011
Fuoco nella polvere
Joe R. Lansdale, Fuoco nella polvere (Zeppelins West, 2001), "TIF extra", Fanucci, Roma, 2008, traduzione dall'inglese di Maurizio Nati, 182 pagine.
lunedì 4 aprile 2011
Il re dei giochi
domenica 3 aprile 2011
Tornado Pratt
mercoledì 9 marzo 2011
Pescemangiacane
domenica 27 febbraio 2011
Il valzer dell'orrore
giovedì 24 febbraio 2011
Quando la notte obbliga
venerdì 18 febbraio 2011
Getsemani

Francesco Abate, Getsemani, "Narrativa", Il Maestrale, Frassinelli, 2006, 248 pagine.
Voi credete che queste storie non esistano, che sono solo nelle fantasie e nelle chiacchere di un dopocena tra amici, raccontate fra un amaro e un dessert. Voi credete che siano solo favole che rimbalzano di bocca in bocca e che siano lontane mille miglia dalla verità. Balle, bugie che diventano leggende e poi barzellette, storielle da ultima fermata alcolica. p.44
Che qui non è mica come in altri posti dove nulla si ferma, neppure per il pranzo e sopratutto dopo. Qui Africa che non è ancora Africa, le saracinesche si abbassano mentre nelle case il sugo fa le ultime bolle nel pentolino, i ragazzi tornano nelle scuole e c'è tempo per fermare la giornata. Dormire e ripartire da capo che se magari è iniziata storta, si può far finta che è un altro giorno. p. 59
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domenica 6 febbraio 2011
Ciao Pauline!
Jonathan Carroll, Ciao Pauline! (Kissing the Beehive, 1998), "Strade blu", Mondadori, Milano, 2005, traduzione dall'inglese di Luca Fusari, 251 pagine.
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mercoledì 26 gennaio 2011
Caino
Il Signore impose a Caino un segno, perché non lo colpisse chiunque l'avesse incontrato (Genesi, IV, 15).

Tiziano - Caino e Abele (1570 - 1576 ca, Santa Maria della Salute, Venezia)
José Saramago, Caino (Caim, 2009), "I Narratori", Feltrinelli, Milano, 2010, traduzione dal portoghese di Rita Desti, 142 pagine.
Piangere sul latte versato non è poi tanto inutile quanto si dice, è in qualche modo istruttivo perché ci mostra la vera dimensione della frivolezza di certi procedimenti umani, in quanto se il latto è stato versato,ormai è fatta e adesso non ci resta che pulirlo, e se abele ha fatto una brutta morte è perchè qualcuno gli ha tolto la vita. p.34
Inoltre, com'era noto già a quest'epoca, la carne è supinamente debole, e non tanto per colpa sua, giacché lo spirito, il cui dovere, teoricamente, sarebbe di alzare una barriera contro tutte le tentazioni, è sempre il primo a cedere, a issare la bandiera bianca della resa. p.47
E che razza di signore è questo che ordina a un padre di uccidere il proprio figlio, è il signore che abbiamo, il signore dei nostri antenati, il signore che c'era già quando siamo nati, [...] p. 69
La storia degli uomini è la stroia dei loro fraintendimenti con dio, né lui capisce noi, né noi capiamo lui. p.74
Aleggiava una nuvola scura sopra la cima del monte sinai, lì c'era il signore. p.86
Contrariamente a quel che si suole dire, il futuro è già scritto, quello che noi non sappiamo è leggere la sua pagine, disse Caino mentre si domandava fra sé e sé dove mai fosse andato a prendere quell'idea rivoluzionaria. p.106
[...] il nostro dio, il creatore del cielo e della terra, è assolutamente folle, Come osi dire che il signore dio è folle, Perché solo un folle senza la consapevolezza delle proprie azioni ammetterebbe di essere il colpevole diretto della morte di centinaia di migliaia di persone per poi comportarsi come se non fosse successo niente, a meno che, in definitiva, non si tratti di follia, quella involontaria, quella autentica, ma di pure e semplice cattiveria, Dio non potrebbe essere mai essere cattivo oppure non sarebbe dio, di cattivo abbiamo il diavolo, Ma neanche può essere buono un dio che dà ordine a un padre di uccidere e bruciare sul rogo il proprio figlio solo per mettere alla prova la sua fede, questo non ordinerebbe di farlo neppure il più maligno dei demoni, [...] p.106
[...] gli dei sono come pozzi senza fondo, se ti ci sporgi dentro non riuscirai a vedere neanche la tua immagine. Col tempo tuttii pozzi finiscono per prosciugarsi, arriverà anche la tua ora. p. 126
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giovedì 13 gennaio 2011
Pesca alla trota in America

Richard Brautigan, Pesca alla trota in America (Trout Fishing in America, 1967), Isbn, Milano, 2010, traduzione dall'inglese di Riccardo Duranti, a cura di Enrico Monti, 147 pagine.
Diciassette anni dopo ero seduto su una roccia. Stavo sotto un albero vicino a una vecchia baracca abbandonata che aveva un avviso dello sceriffo inchiodato sulla porta come una corona da morto.
VIETATO L'ACCESSO
6/17 DI UN HAIKU
p.15
Il sole era un'immensa moneta da cinquanta centesimi su cui qualcuno aveva versato cherosene e poi gli aveva dato fuoco con un fiammifero dicendo " Qua, reggi un attimo che devo andare a comprare il giornale", me l'aveva messa in mano, ma non era più tornato. p.15
COMPOSTA DI MELE
Prendete una dozzina di mele renette, sbucciatele con cura ed estretene il torsolo con un temperino; mettetele a cuocere un po' in acqua fino a che sono ben lesse; quindi prendete un po' dell'acqua di cottura, aggiungetevi zucchero e qualche fettina di mela e fate bollire il tutto finché non si forma uno sciroppo denso; versatelo sulle renette lesse e decoratele con cigliegine secche e scorza di limone tritata fine. Badate che le mele renette non si spacchino. p.19
Una volta riprese in mano. le pagine del libro cominciarono a volare e a girare sempre più veloci finché si misero a vorticare come ruote nel mare. p.37
Lui è la fredda rotazione della terra; il vento malvagio che soffia via lo zucchero. p.59
Credo di aver visto anche una beccaccia. Aveva un becco lungo come un idrante infilato in un temperamatite e poi appiccicato a un uccello che viene fatto volare davanti a me con quel coso in faccia al solo scopo di stupirmi. p.66
OH, CI SONO I COYOTE SU A SALT CREEK così dice il cartello lungo il sentiero e dice pure FATE ATTENZIONE ALLE CAPSULE DI CIANURO LASCIATE LUNGO LE RIVE PER AMMAZZARE I COYOTE. NON RACCOLGLIETELE E NON MANGIATELE. A MENO CHE NON SIATE UN COYOTE. È ROBA CHE AMMAZZA. LASCIATELA STARE.
Poi il cartello rdicie tutto questo in spagnolo, ¡Ah! HAY COYOTES EN SALT CREEK. TAMBIÈN. CUIDADO CON LAS CÁPSULAS DE CIANURO: MATAN. NO LAS COMA; A MENOS QUE SEA VD. UN COYOTE. MATAN. NO LAS TOQUE.
In russo non lo dice. p.69
Sono due giorni che qui piove ormai e, in mezzo agli alberi, il cuore smette di battere. p.70
Il torrente era reso angusto da alberelli verdi che crescevano troppo fitti. Il ruscello era come 12845 cabine telefoniche messe in fila, con altissimi soffitti in stile vittoriano e tutte le porte divelte e le pareti abbattute. p.71
M'è sempre piaciuto pensare a quella pozza come a una specie di temperamatite: c'infilavo i miei riflessi e li tiravo fuori ben appuntiti. p. 73
La caduta non aveva aiutato granché lo spessore del gatto e poi diverse persone ci avevavo parcheggiato sopra la macchina. p.73
C'era un segnale stradale che indicava verso il cimitero seguendo con affetto uno a uno tutti i ciottoli. p.101
La vecchia signora aveva un vecchio cane che però ormai non contava più quasi niente. Era talmente vecchio che sembrava un cane di pezza. Una volta lo portai a fare una passeggiata fino al negozio. Fu come portare a spasso un cane di pezza. Lolegai a un idrante di pezza e lui ci pisciò contro, ma la sua era solo piscia di pezza. p.102
Ce ne stiamo seduti e cerchiamo pian piano di recuperare un po' di sensi, trattandoci come delicati pezzi di porcellana, e dopo che abbiamo finito l'ultima tazza dell'ultima tazza dell'ultima tazza di caffè, è ora di cominciare a pensare al pranzo [...] p.119
Per esprimere un bisogno umano, ho sempre desiderato scrivere un libro che finisse con la parola maionese. p.140
La copertina


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